DEGRADO PALERMO. Il roseto fantasma e le “promesse” che diventano bluff

di redazione.  Ma perché ci si ostina da sempre, come in un monopoli senza regole, a promettere ciò che realisticamente è impossibile mantenere. È come se giocando a poker si volesse ripetutamente rilanciare, nella certezza che i compagni di carte siano degli allocchi. Prima o poi scopriranno il bluff e che in mano teniamo soltanto una coppia, altro che scala reale!
Ma il dono dell’umiltà non appartiene a chi si occupa della cosa pubblica. Si cerca sempre di enfatizzare, tanto poi il tempo è come un lexotan, ti addormenta e ti stordisce facendo dimenticare le promesse fatte.
“Non ci saranno ritardi o costi aggiuntivi, ma è evidente che c’è troppo cemento per chiamarlo roseto”.Dichiarazione assolutamente condivisibile, tranne per il fatto che l’attuale Amministrazione comunale la pronunciò nel giugno del 2012, ad un mese dall’insediamento del sindaco Orlando.
Si trattava del progetto del roseto, voluto dalla giunta Cammarata e per il quale era stato destinato 1 milione di euro, che doveva nascere nel Fondo Terrasi, nel perimetro delle vie: Campania, Empedocle Restivo, Lazio e Brigata Verona.
In effetti in una città avviata verso un declino inarrestabile, era e rimane davvero un’opera di imprescindibile utilità!  Ma questo, come ogni cosa, può essere opinabile.
Il vero dramma, oggi, è passeggiare proprio in quel tratto di strada e scorgere il degrado in cui quest’area è tenuta. La lamiera di recinzione si è adagiata per terra, come a dirci: “e adesso qualcosa dovete pur fare?”.
Magari si potrebbe mettere in soffitta l’idea del roseto e pensare di trovare soluzioni adeguate. Un’area attrezzata con servizi, ad esempio. Però vi scongiuro abbiate almeno la decenza di non “regalarci” altre false promesse, di quelle non sappiamo più che farcene. E non ci dite la solita frase di circostanza: “stiamo valutando le possibili soluzioni”. Per favore, almeno per una volta, diteci la verità !

Author: redazione

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