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Il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, analizza in un video il risultato del referendum e delle regionali.

“Le elezioni della spallata – dice Fontana – si sono trasformate nelle elezioni della stabilità che può portare questo governo fino alla fine della legislatura. Tra Partito democratico e Cinquestelle l’unità degli elettorati c’è. A questo punto il M5S deve decidere che cosa vuole fare da grande. Uno dei dati di questo voto è che il centrodestra è molto forte nel Paese”.

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“Sono ancora troppi comportamenti irresponsabili. Siamo grati alle Forze dell’ordine e alla Polizia municipale, ma di fronte all’aumento dei contagi stiamo monitorando la situazione e valutando eventuali chiusure o restrizioni”.

E’ la denuncia che il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha lanciato attraverso un video.

Due pub sono stati chiusi a in città per cinque giorni dalla polizia municipale di Palermo. Si tratta di due locali in Largo Cavalieri di Malta e piazza Monte di Pietà. Nel primo caso, gli agenti hanno riscontrato un evento in corso di intrattenimento musicale all’aperto.

La sanzione è scattata perchè essendo Largo Cavalieri di Malta un bene culturale, l’uso per l’intrattenimento musicale era incompatibile con il suo carattere storico, artistico e pregiudizievole per la sua conservazione ed integrità. All’ingresso del pub e nell’intera area esterna di pertinenza del locale veniva anche riscontrato un alto numero di persone senza i prescritti dispositivi, mascherine, compreso il personale dipendente. Il gestore del pub è stato sanzionato con una multa di 400 euro per non avere ottemperato ai divieti prescritti dal DPCM per il contrasto dell’epidemia da COVID 19, oltre ad un’altra multa di 500 euro per violazione delle disposizioni inerenti al Pacchetto sicurezza, ovvero agli obblighi inerenti alla pulizia e al decoro degli spazi pubblici.

Per la presenza cospicua di avventori la sanzione è scatta anche nel secondo caso, ovvero per la presenza cospicua di avventori all’interno e all’esterno senza mascherine, dipendenti compresi. Anche in questo caso 400 euro di multa al gestore.

Le due operazioni della polizia municipale sono state svolte nel corso dell’ultimo week end con multe anche per altri due locali, in via Roma e in corso Scinà per somministrazione e vendita di alcolici e superalcolici oltre l’orario consentito delle 00.30. Ai gestori una multa di 6.666 euro, oltre a 2.000 a testa per gravi carenze igieniche sanitaria. Nel locale di corso Scinà è stata applicata anche una ulteriore sanzione di 2.000 euro per mancata applicazione delle procedure di Autocontrollo HACCP.

IL VIDEO

Il Sindaco Orlando interviene sulla Movida di Palermo

Toscana al centrosinistra, Marche al centrodestra, Puglia in bilico. Sono i primi dati che emergono dagli exit poll sulle Regionali dopo la chiusura dei seggi alle 15.

Intanto in base alla terza proiezione del consorzio Opinio Italia per la Rai,il Sì raggiunge il 67,8,% al referendum costituzionale. Il No si attesta al 32,2%. La copertura del campione è data al 19%. “Quello raggiunto oggi è un risultato storico. Torniamo ad avere un Parlamento normale, con 345 poltrone e privilegi in meno. È la politica che dà un segnale ai cittadini. Senza il MoVimento 5 Stelle tutto questo non sarebbe mai successo”. Lo scrive su Fb il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Ecco i primi exit poll Regione per Regione: 

VENETO –  In base al primo Exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai, alle regionali in Veneto Luca Zaia (centrodestra) è al 72-76%. Segue Arturo Lorenzoni (centrosinistra) al 16-20%, Enrico Cappelletti (M5S) 3-5%, Gadagnini (Civica) 0-2%.

 TOSCANA –  Eugenio Giani (centrosinistra) è al 43,5-47,5. Seguono Susanna Ceccardi (centrodestra) 40-44%, Irene Galletti (M5S) 4,5-6,5%, Tommaso Fattori (Civica) 2-4%.

LIGURIA –  Il governatore uscente Giovanni Toti (Centrodestra) raggiunge una forchetta del 51-55%, seguito da Ferruccio Sansa (Centrosinistra) con il 38-42%

MARCHE – Francesco Acquaroli (Centrodestra) è dato con una forchetta del 47-51%. Lo segue il candidato del centrosinistra, Maurizio Mangialardi con il 34-38%. Gian Mario Mercorelli di M5s è dato a 7-9%.

CAMPANIA– Il governatore uscente Vincenzo De Luca (Centrosinistra) è dato a 54-58%. E’ seguito dal candidato di Centrodestra, Stefano Caldoro con il 23-27%. Valeria Ciarambino (M5s) è al 10,5-14,5%

PUGLIA– Dalle prime proiezioni Michele Emiliano (centrosinistra) è in testa con il 46% contro Raffaele Fitto al 40,1%. Seguono Antonella Laricchia (M5S) all’11-15% e Ivan Scalfarotto (Italia Viva) al 1-3%.

VALLE d’AOSTA – in Valle d’Aosta (dove si vota con un sistema elettorale diverso rispetto alle altre regioni) il primo partito è la Lega (20-24%), seguito dal Progetto Civico Progressista (che comprende anche il Pd) con il 13-17% e dall’Union Valdoteaine (11-15%) e dal Centrodestra (FI e Fdi-Meloni) 8-10%) .

(fonte Ansa)

Oltre la metà dei dipartimenti francesi è ormai dichiarato in “zona rossa” per allerta coronavirus. In particolare, 50 di questi corrispondono alla maggioranza del territorio nazionale sono stati dichiarati in “zona di circolazione attiva del virus”. Una classificazione che permette, tra l’altro, ai prefetti di adottare misure supplementari per bloccare l’avanzata del nemico invisibile. Ad affermarlo è l’agenzia Ansa.

Impennata dei contagi anche in Belgio (+62%). Tra l’11 e il 17 settembre scorsi i nuovi contagi sono stati mediamente ogni giorno 1.196, il 62% in più rispetto alla settimana precedente. Nella sola giornata di lunedì 14 i nuovi casi sono stati 1.717, una cifra che rappresenta un nuovo record. Lo ha reso noto l’istituto per la salute pubblica Sciensano. “Il numero dei contagi è due volte più alto di quello registrato nella seconda metà del mesi di agosto”, ha indicato un portavoce di Sciensano nel corso di una conferenza stampa. Particolarmente colpiti i giovanni nella fascia di età tra i 10 e i 19 anni. 

Gb rischia 50.000 casi, 200 morti al giorno – Il Regno Unito potrebbe tornare a ottobre a un livello di 50.000 contagi da coronavirus al giorno (contro i 3900 di ieri) e di 200 morti quotidiani se il rimbalzo dei casi non verrà fermato ora. Lo hanno detto in un briefing i professori Patrick Vallance e Chris Whitty, consiglieri del governo di Boris Johnson, indicando la necessità di restrizioni sui contatti sociali in tutte le aree del Paese dove l’indice d’infezione Rt sia di nuovo superiore alla soglia 1. Vallance ha pure additato gli esempi di Francia e Spagna, dove i contagi – più numerosi rispetto al Regno – sono riaumentati fra i ventenni per poi estendersi ad altre fasce di età e portare anche a una graduale ripresa dei decessi.

Una situazione che appare sempre più complessa e che, alla luce della mancanza di vaccini idonei, non sembra trovare soluzione immediata. Anche in Italia il picco sta salendo anche se in forma decisamente ridimensionata rispetto ai numeri europei. Di sicuro starà a noi e ai nostri comportamenti responsabili arginare quanto più possibile il contagio. Perchè sinceramente un altro lockdown per l’Italia avrebbe degli effetti catastrofici e fatali.

Il sindaco Orlando parla chiaro: “Nè una ragazzata, né un atto di vandalismo, ma un’azione studiata e preparata con cura da qualcuno intenzionato a fare il massimo danno possibile alla scuola e a trarne il massimo profitto. Anche per questo, per manifestare la mia vicinanza alla scuola, ai suoi dirigenti e ai ragazzi e le famiglie del quartiere, ho voluto essere presente mentre gli operai del Coime hanno iniziato i lavori di riparazione più urgenti”.

Questa mattina, infatti, Orlando è andato alla scuola “Pertini” di via Pecori Giraldi, che ieri è stata devastata e danneggiata, assieme al Questore, e alla dirigente scolastica della struttura, Antonella Di Bartolo.

“Nessuno può pensare che questa scuola tornerà ad essere ciò che era otto anni fa – ha aggiunto il primo cittadino – quando per colpa dell’abbandono qualcuno proponeva di abbatterla. La scuola è per lo Sperone un presidio di socialità, cultura e cittadinanza attiva, uno dei luoghi vivi e vitali che in questi anni è stata motore di un profondo cambiamento che ha coinvolto i ragazzi, le famiglie e le istituzioni. Anche per questo, la presenza del Questore oggi è un importante segnale di vicinanza e condivisione, che va certamente oltre i ruolo di pubblica sicurezza, ma conferma un legame forte fra legalità, cultura e sviluppo”.

Così come annunciato dallo stesso sindaco Orlando, questa mattina alla “Pertini” si sono recati una decina di lavoratori del Coime che, assieme ai fabbri, hanno iniziato i lavori di priorità con la riparazione delle porte blindate, delle finestre e delle serrande e che hanno, anche, interessato il rifacimento delle opere murarie.

La SISPI, la società che gestisce il sistema informatico del Comune di Palermo, si è attivata per l’assemblaggio di alcune postazione informatiche che saranno installate, una volta ripristinate le dotazioni di sicurezza della scuola per supportarne ogni attività.

(fonte foto scuola corrieredelmezzogiorno)

Durissime le parole del sindaco di Milano Giuseppe Sala, sul suo profilo facebook, all’indomani delle immagini che mostrano tantissimi milanesi, affollare i Navigli, luogo della “movida” della città, senza aver rispettato il cosiddetto distanziamento sociale.

“Quando c’è da ringraziare i milanesi – dice Sala – per il loro comportamento virtuoso io sono sempre il primo a farlo e mi piace anche. Però ci sono dei momenti in cui c’è da incazzarsi e questo è uno di quelli: le immagini di ieri lungo i Navigli sono vergognose”.

“È anche un pò deprimente per me dovere rispiegare qual è la situazione – ha aggiunto il sindaco di Milano.- ma nel mio lavoro ci sono tante cose che si debbono fare. Quindi ve lo ridico: noi siamo non solo in crisi dal punto di vista sanitario, e l’abbiamo visto quanto ha toccato questa città la pandemia, ma siamo in una profondissima crisi socio economica. Milano ha bisogno di tornare a lavorare, a lavorare! Questo è il punto, non è un vezzo, non è una voglia riaprire, è una necessità». E il punto, spiega Sala, è che — per le dinamiche del virus — i contagi di oggi saranno riscontrati tra più di una settimana: e che, di fronte a dati in crescita sui contagi, potrebbe essere necessario adottare nuove misure restrittive, senza che la «fase 2», per molti, sia mai partita. Uno scenario che, dal punto di vista dell’economia (cittadina, regionale, nazionale) sarebbe pesantissimo, e che Sala chiede a tutti di contribuire a evitare.

Adesso il rischio è anche quello di dover rivedere chiuse, per il comportamento scellerato di alcuni, le tante attività commerciali che stavano lentamente ritornando ad avere una speranza di futuro.

Un ultimatum

Un ultimatum

Gepostet von Beppe Sala am Freitag, 8. Mai 2020

E’ tutto un gioco ad incastro. Un puzzle i cui pezzi, uno ad uno, vengono posizionati lentamente, perchè la forma del disegno non può e non deve essere immediatamente codificabile. Insomma bisogna prendere tempo. Da una parte Renzi che bleffando alza il prezzo paventando una crisi di governo, depotenziata poi dalle parole del segretario del partito democratico Zingaretti: “oltre questo governo solo le elezioni” e dall’altro Conte che si dice “aperto al dialogo con tutti”.

Un messaggio fin troppo esplicito per dire: l’obiettivo è arrivare, comunque, al 2023, cioè alla fine della legislatura. Ma la partita si gioca, soprattutto, sulle regolarizzazioni dei lavoratori irregolari. Tema in alto mare e non ancora chiuso. Si va verso l’emersione di braccianti, colf e badanti ma sulla durata dei permessi di soggiorno temporanei c’è la frenata del ministro Catalfo.

E poi c’è quella parte del M5S contraria “ad un colpo di spugna al lavoro nero”, e che chiede di limitare la misura solo al “comparto agricolo” con un netto no alla sanatoria.

Inoltre, il premier Conte avrebbe più volte affermato la necessità di uscire da questo limbo. Da qui lo sblocco della trattativa, ma con il Pd che ha alzato le barricate su questo tema. Altro dossier aperto è quello degli aiuti alle imprese. Sembra tramontare l’ipotesi di qualsiasi tipo di ingresso dello Stato e anche qui il presidente del Consiglio avrebbe fatto intuire di poter convergere sull’aiuto di Italia viva e di Confindustria, anche se quest’ultima, ultimamente, non ha avuto parole benevole nei confronti del Governo. Tuttavia il provvedimento resta fermo e l’approvazione del decreto maggio dovrebbe essere rimandato a domenica o lunedì.

Fondamentale sarà capire, invece, come evolverà il confronto con Italia viva. Perché Renzi ha ribadito che vuole risposte dal governo e attende il presidente del Consiglio alla prova dei fatti. Affinché le proposte di Italia viva vengano ascoltate, tradotte nero su bianco, magari in un documento politico, e non respinte.

In ballo c’è tra l’altro il piano choc sulle infrastrutture e il tema delle misure alle famiglie. Perché ad agitare le acque è la mozione di sfiducia presentata dal centrodestra nei confronti di Bonafede, per tanto tempo nel mirino di Italia viva per la riforma della prescrizione. E il nodo resta.

Il no ‘senza se e senza ma’ alla mozione da parte di Italia viva non sarebbe arrivato. E non dovrebbe arrivare se non dopo il prossimo incontro o addirittura fino a quando non verrà calendarizzata la mozione. Però il premier ancora giovedì ha ribadito la volontà di trovare un accordo. Ha confermato la sua totale disponibilità al dialogo, a patto che non ci sia la volontà di qualcuno di logorare e di alzare l’asticella.

L’invito insomma è alla collaborazione. “Occorre – ciò che ripete in questi giorni il presidente del Consiglio – lavorare tutti insieme, con coraggio e determinazione, per affrontare e superare questa drammatica emergenza economica e sociale e offrire urgenti risposte ai cittadini”. Da qui la richiesta di responsabilità, l’importanza di arrivare alla “sintesi più efficace e lungimirante per far ripartire il Paese e rilanciare l’economia”.

Ma Pd e M5s non nascondono la propria irritazione perché, per dirla con le parole di un esponente pentastellato: “sembra che Italia viva voglia giocare al rialzo”. Per i dem quello dei renziani è “un bluff”. Anche per questo motivo Zingaretti, invitando tutta la maggioranza a lavorare sui temi concreti, ha evocato di nuovo la prospettiva del voto. “Noi vogliamo lavorare sulle priorità per il Paese”, il ragionamento dei renziani.

Il premier è impegnato in un lavoro di ricucitura con i partiti della maggioranza in vista del dl maggio. “Conte, osserva un ‘big’ di Iv, per la prima volta non ha difeso lo ‘status quo’, ci ha fatto capire che qualcosa va cambiato”. La linea del presidente del Consiglio è quella del dialogo con tutti ma già mercoledì Conte aveva fatto capire che non era il momento di tergiversare né di piantare bandierine”.

Il premier tratterà fino all’ultimo con la convinzione che in ogni caso se qualcuno intende strappare lo dovrà farlo apertamente in Parlamento. È la stessa posizione del Pd: “Assurdo che in questo momento cosi’ delicato del Paese si possa minacciare una crisi con una mozione di sfiducia”, osserva un ‘big’ dem.

Ma a testimoniare che la partita è complicata è l’agitazione all’interno dei pentastellati sul tema delle regolarizzazioni dei lavoratori irregolari. “Il governo – si legge sul blog delle stelle – sta approntando una apposita misura per i lavoratori stagionali. Lo ripetiamo, l’obbiettivo dell’intervento riguarda i lavoratori stagionali e non l’insieme dei cittadini irregolari”.

Intanto sul fronte delle riaperture potrebbe essere convocata nei prossimi giorni un nuova cabina di regia alla presenza del governo, degli enti locali e delle regioni. Per ora l’esecutivo non intende modificare il suo ‘calendario’. Un ulteriore allentamento arriverà dal 18 maggio, fino a quella data si monitorerà la situazione, nonostante l’insistenza dei governatori ad alzare prima le saracinesche degli esercizi commerciali rimasti ancora chiusi.

E entro la fine di maggio dovrebbe arrivare anche l’App immuni sulla tracciabilità del contagio, anche se il Copasir, nella relazione che verrà inviata al governo, sottolineerà i dubbi emersi sulla sicurezza nazionale, anche alla luce delle audizioni di oggi del commissario straordinario per l’emergenza Arcuri e del direttore generale del Dis Vecchione.

Una situazione tutta in divenire dalla quale però emerge un elemento assoluto da molti ribadito: fino al 2023 non si muove foglia anche perchè nel 2022 si dovrà rieleggere il Capo dello Stato. Quindi tutti avvisati.

(foto copertina fonte Ansa)

Non è certamente “primavera” per Matteo Salvini che, da diversi di mesi, è messo all’angolo sia dai numeri che emergono dai sondaggi, che dai malumori tutti interni alla Lega, tanto per citare i due “cavalli di razza del Carroccio”: Zaia e Giorgetti, di cui quest’ultimo molto critico ultimamente con il Capitano.

E adesso l’ultimo sondaggio di Ixè, commissionato dal programma Cartabianca della Berlinguer, che dà il Pd ad un passo dalla Lega. Infatti, il partito guidato da Nicola Zingaretti viene dato al 22,9 per cento a soli due punti dalla Lega che è al 24,9 per cento, in calo dello 0,7%.

Il boom di consensi lo fa FdI, il partito di Giorgia Meloni che, in una settimana, aumenta il gradimento dell’elettorato di ben 1,8 punti percentuali. In leggero aumento rispetto a una settimana fa, il M5S al 16,8. Forza Italia perde lo 0,7% e va al 7,2%, La Sinistra perde lo 0,4% e scende a 2,8%, in calo di poco, -0,3%, Italia Viva al 2,6%. Piu’ Europa al 2,1%, Europa Verde al 2%, Azione all’1,1%. 

Gradimento leader: in testa sempre il premier Giuseppe Conte al 59 per cento, in leggero calo di un punto. A seguire in netto distacco: Meloni stabile al 35%, Salvini al 31%, Zingaretti al 28%.

Nel grafico in basso è possibile vedere lo storico delle rilevazioni a partire dal voto delle elezioni europee. Dal 32,6%, raggiunto nel novembre scorso, la Lega ha subito un calo negli ultimi sei mesi mentre il Partito Democratico ha cominciato la sua crescita da febbraio. La ripresa delle percentuali del M5S, dopo la clamorosa sconfitta del maggio scorso, è datata marzo. Fratelli d’Italia, invece, come abbiamo detto in precedenza, cresce ininterrottamente sin dall’ottobre dello scorso anno.

(fonte foto ilmessaggero.it)

I cittadini di Palermo potranno ritornare a far visitare ai proprio defunti dal 4 maggio prossimi. Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha disposto, infatti, l’apertura dei cimiteri comunali, a partire da lunedì prossimo e sino a nuova disposizione, in applicazione a quanto previsto all’ordinanza del presidente della Regione siciliana, Musumeci.

Il Comune si era già preparato a questa riapertura graduale e contingentata – afferma il Sindaco – , e alla luce delle decisioni assunte a livello nazionale e regionale, dà ai cittadini la possibilità di tornare a fare visita ai propri cari defunti. Lo faremo con gradualità, chiedendo a tutti il rigido rispetto di norme di prevenzione e precauzione perché questo momento di grande intensità affettiva ed emotiva non sia fonte di pericolo per chi visita il cimitero e per i loro cari”.

Gli accessi delle persone saranno contingentati e consentiti attraverso prenotazione on line sul sito del Comune da eseguirsi su 3 fasce orarie, per tutti i giorni della settimana:

8,00/10,00
10,00/12,00
12,00/14,00

Il servizio di prenotazione online,  fanno sapere dalla Sispi, la società che gestisce il servizio informatico de Comune, sarà disponibile all’indirizzo https://servizionline.comune.palermo.it, raggiungibile anche dalla Home page del sito istituzionale della Città di Palermo, nel corso della giornata di domani.

La prenotazione per i cimiteri potrà essere fatta, sempre a partire da domani, anche tramite whatsapp unicamente fra le 10.00 e le 12.30 al numero 3488727800. Accessi contingentati e consentiti anche per le persone che si recheranno in chiesa per le messe di suffragio ovvero per i funerali (in numero massimo di 15 unità) e per coloro che (in numero massimo di 2/3, in presenza di congiunto sofferente) dovranno presenziare a programmate operazioni di tumulazione, inumazione, raccolta resti e cremazione. In ogni fascia oraria dovrà essere consentito un massimo di:

150 utenti al Cimitero dei Rotoli
40 utenti   al Cimitero Santa Maria di Gesù
40 utenti al Cimitero Cappuccini.

I visitatori, dovranno utilizzare adeguate protezioni delle vie respiratorie. L’ingresso alle auto per soggetti in possesso di tagliando disabili potrà essere consentito, per ciascuna fascia oraria, a 10 auto per il cimitero Rotoli5 auto per il cimitero Santa Maria di Gesù.  Al cimitero Cappuccini non entrano auto. Ogni prenotazione potrà essere effettuata per un massimo di 4 componenti; in ogni caso non si potrà superare il limite sopra indicato per ciascuna struttura.

Nella prenotazione dovrà essere indicato se si tratta di soggetto che ha diritto ad entrare con il proprio mezzo al cimitero. Al fine di assicurare adeguate misure organizzative, viene disposto, inoltre, che la struttura comunale del COIME, dove necessita, in raccordo con il Cantiere Comunale, posizionerà un numero adeguato di transenne all’esterno dei cimiteri al fine di consentire, all’occorrenza, un appropriato percorso obbligato per i visitatori mantenendo una adeguata distanza interpersonale; i portieri assegnati all’ingresso, verificheranno l’esistenza della prenotazione da remoto con gli elenchi forniti da Sispi; agli stessi deve essere indicato un recapito telefonico per segnalare emergenze, assembramenti e comportamenti non consoni alla mitigazione del rischio di contagio.

La Polizia Municipale assicurerà la presenza in tutti i siti di pattuglie della. P.M. e, compatibilmente con altri servizi d’istituto, la sorveglianza interna dei cimiteri con l’ausilio dei droni in dotazione, e ciò al fine di monitorare il rispetto del divieto di assembramento anche all’interno dei cimiteri. La Protezione Civile predisporrà un servizio interno di controllo con i mezzi in dotazione, e ciò in considerazione dell’estensione dei siti.

(fonte foto Giornale di Sicilia)

“I limiti di Conte, se ci sono, sono limiti della maggioranza stessa”, dice il vice segretario del Pd, Andrea Orlando, in una conversazione con il Foglio. L’ex ministro della Giustizia difende l’attuale presidente del consiglio e anche la compagine di governo affermando che “l’unica alternativa a questa maggioranza sono le elezioni”.

Un modo per ricompattare i partiti che sostengono il governo in considerazione che le elezioni, oltre che impraticabili nell’immediato, visto che quelle regionali sono state appena rinviate a causa dell’emergenza sanitaria, sarebbe per molti un salto politico nel buio.

E dal versante del Movimento 5 Stelle, il capo politico Rocco Crimi, attacca, invece, l’alleato di governo Matteo Renzi che negli ultimi giorni ha fatto salire di tono le sue critiche a Conte: “Il suo discorso è stato populista e qualunquista come pochi finora, l’ho trovato fuori luogo”. E poi lo paragona all’ex alleato di governo, Matteo Salvini: “Se avessimo dovuto seguire l’apri tutto e il chiudi tutto fatto a giorni alterni dal leader della Lega, dall’alto del suo gradimento, e da Renzi, dal basso dal suo gradimento, avremmo avuto un’azione schizofrenica”.

E intanto Salvini torna ad attaccare la maggioranza: “Governano insieme e dicono tutti cose diverse. Penso non potranno andare avanti a litigare all’infinito e non dureranno tantissimo”. Ma in questo scenario entra nuovamente in gioco Berlusconi appoggiando, anzi rivendicando ad esempio il sì ai 36 miliardi messi a disposizione dal Meccanismo europeo di stabilità (Mes), purché senza condizioni e manifestando il voto contrario di Forza Italia alla sfiducia al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri presentata dalla Lega. In tutto questo c’è chi mette in relazione il cambio di rotta del Cavaliere, con il ritorno nella stanza dei bottoni di Gianni Letta, da sempre suo fidatissimo consigliere.

L’obiettivo è chiaro, mettere sul tavolo da gioco i 61 senatori e i 97 deputati di Forza Italia che, in caso di spaccatura dei grillini, andrebbero a sostituirli per formare un governissimo. E il dado vincente potrebbe essere quello di Mario Draghi, ex presidente della Bce, uomo molto vicino al leghista Giorgetti e sponsorizzato da Salvini. Non dimenticando però che nel 2022 si svolgerà l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica e, quindi, tutto potrebbe essere rimescolato. Ma come si racconta sempre nelle leggende “metropolitane”: in politica mai dire mai.

(fonte Repubblica.it)