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“Vado via da #ForzaItalia”. E’ una Elisabetta Gardini decisamente barricadera quella che leggiamo sul suo profilo Fb con un post di fuoco contro chi “impedisce a Forza Italia di correggere quegli errori che l’hanno portata distante dalla sua base e dai suoi elettori. Chi oggi decide le sorti del partito semplicemente vuole che le cose continuino così. E la volontà di pochi impone questa agonia senza fine ai più”.

Senza giri di parole annuncia l’addio a Forza Italia, partito di cui è capogruppo al Parlamento Europeo. Molto probabilmente la decisione maturata per l’esclusione dalle liste che si stanno definendo.

“Una decisione dolorosa – si legge ancora nel post – che ho preso dopo una lunga riflessione e dopo aver constatato che le scelte politiche del partito non sono più quelle che mi avevano spinto ad aderire, a diventare parlamentare europeo e ad accettare di esserne il capo delegazione a Strasburgo.

Ringrazio il Presidente Silvio Berlusconi per l’affetto e la stima che mi ha sempre dimostrato e che sinceramente ricambio. Ma l’azione politica non poggia sulla mozione degli affetti. Un’agonia che lui non merita davvero per quello che rappresenta per la storia politica di questo Paese”.

E parla dell’impossibilità di “portare un contributo perchè non esiste alcun luogo di confronto. Buttiamo a mare il lavoro di#militanti#giovani#amministratori locali, #sindaci…. di tutte le persone che potrebbero riallacciare i legami con i nostri territori. Tutto questo ha portato Forza Italia lontano dalla sua missione. Non c’è più coerenza tra la ragione sociale per cui è nata e quello che è diventata”.

Nel mio lavoro di capo gruppo al #ParlamentoEuropeo ho cercato di tenere la barra dritta, battendomi per una partecipazione convinta e leale, ma cercando sempre una adesione critica e lucida, mai connivente con persone e forze che all’interno dell’Unione tentassero di subornare e mortificare la forza e il ruolo del nostro Paese, che dell’Unione è un fondatore”.

“Quella linea di azione non c’è più – conclude così il post – sostituita da una accettazione acritica e supina di decisioni prese da altri, in altre capitali europee, spesso senza consultare, e addirittura contro, l’Italia. Non ci sto, e con dispiacere ma con altrettanta convinzione vado via”.

Un vero e proprio “terremoto” che certamente non farà piacere a Berlusconi. E chissà che non si tratti di un’azione scientificamente studiata magari per approdare verso altri “lidi”. La cosa certa è che questa tegola, caduta proprio a ridosso della definizione delle liste per le europee, qualche domanda legittima la pone. E noi non possiamo che attendere le reazioni dei vari big berlusconiani, se mai ce ne saranno, e da queste capiremo se trattasi di “scherzi a parte” o di una reale epurazione.

Due giovani artisti: uno, Giuseppe Vassallo, occidentale, palermitano, e una orientale, Demi Liu, di Pechino che esporranno le loro opere nella mostra a tema “La Via della Seta – da occidente ad oriente (e viceversa)”, mettendo a confronto i loro lavori artistici.
L’occasione di questo incontro è legata ai recenti avvenimenti che hanno portato agli onori della cronaca i rapporti tra Italia e Cina. Il luogo della mostra è quella della galleria “La Piana arte contemporanea”. L’evento è stato ideato, organizzato e curato da Massimo La Piana e sarà inaugurato domani, 13 aprile, alle 18, nelle sale espositive della Galleria La Piana Arte Contemporanea, in via Isidoro La Lumia 79, a Palermo.

I due artisti realizzano le loro opere, seguendo dettami estetici filtrati dalle rispettive culture di appartenenza ed arricchite dallo studio e dalle rispettive, individuali, esperienze di vita. Entrambi, comunque, hanno completato la loro formazione all’accademia di Belle arti di Palermo e prediligono una matrice estetica  figurativa.

Possono, senza alcun timore, essere definiti dei virtuosi del disegno: le opere di Demi Liu’ (più grafiche) sono ricche di particolari da scoprire e ricercare, quelle di Vassallo (più pittoriche) sono caratterizzate da un tratto cristallino che si sviluppa in atmosfere cosmiche e fuori dal tempo.

Sarà esposta un’ampia selezione di disegni e acquerelli di Demi Liu (al suo esordio nella sua prima mostra nel circuito delle gallerie) e una decina di oli su tela appartenenti alla recente produzione di Giuseppe Vassallo.

Le opere di Vassallo provengono da una mostra istituzionale realizzata all’istituto Italiano di cultura  di Budapest a Novembre e sono inedite per l’Italia. Vassallo sviluppa la sua poetica attraverso una figurazione bicromatica (bianco, nero, seppia) estremamente particolareggiata, limpida, cristallina, ispirata da e ad immagini degli anni ’50, il cui realismo  viene arricchito  da inserimenti di pulviscolo cosmico su campiture astratte o più precisamente da nebulose di origine astrale. L’uomo è solo nel suo fare ma è indissolubilmente legato all’universo che lo circonda. Le comunità lo accolgono, lo respingono, lo assorbono, lo inducono nella tentazione di essere barca in mezzo al mare, ma ritrovando se stesso non può fare a meno di constatare il proprio senso di appartenenza al mondo, il suo essere animale sociale e la sua inevitabile partecipazione alle cose dell’universo.

Demi Liu è nata nel Beijing l’8 Ottobre del 1992 e ha terminato la sua formazione a Palermo nel 2018. Le sue opere sono caratterizzate da una straordinaria attitudine al disegno, ogni lavoro è costruito su soggetti  arricchiti da una moltitudine di dettagli estremamente curati. I soggetti sono declinati attraverso una giustapposizione di immagini, come da tradizione orientale, fluttuanti in sfondi di inchiostri diluiti ed ispirati o a paesaggi fantastici o al caos del mondo contemporaneo, dove architetture antiche e moderne convivono fianco a fianco senza una reale visione armoniosa. Le opere esposte sono inspirate a Palermo (città dove l’artista vive e lavora) e costituiscono il racconto della visione di una donna orientale che guarda alla città non da turista ma da abitante integrata, conscia delle proprie origini culturali, attratta dalle mille contraddizioni panormite.

“L’arte dona a tutti la possibilità di guardare il mondo con gli occhi di chi ha un punto di vista  o una cultura antropologica differente dalla nostra – sottolinea il curatore della mostra Massimo La Piana e ci permette di allargare i nostri orizzonti, di migliorare, di diventare cittadini del mondo senza doverlo  fisicamente traversare”.

L’esposizione sarà visitabile, con ingresso libero, fino al 4 maggio 2019, tutti i giorni, festivi e mercoledì mattina esclusi, dalle 10.30 alle 13 e dalle 17 alle 20.

Un’altra grana all’indirizzo dell’assessore Giusto Catania ma questa volta in tema di ambiente. A porre la questione il deputato nazionale Adriano Varrica, quello regionale Giampiero Trizzino e il consigliere comunale di Palermo, Antonino Randazzo tutti esponenti del M5S che, in una lettera, hanno chiesto all’assessore della giunta Orlando di “relazionare sulle risorse che il Comune avrebbe dovuto trasferire all’ex partecipata e ormai fallita Amia a titolo di gestione post mortem delle vasche di Bellolampo, come previsto dalla normativa vigente”.

“Dove sono finiti – si legge nella lettera – i circa 70 milioni di euro che il Comune di Palermo avrebbe dovuto accantonare ai sensi della normativa vigente per la gestione post mortem delle vasche di Bellolampo? È una cifra enorme che la curatela fallimentare dell’Amia sostiene non essere mai stata trasferita alla partecipata. Il Comune la smetta di fare orecchie da mercante e di temporeggiare. Risolva piuttosto i problemi che ha creato nel settore rifiuti”.

E, infine, nel documento i pentastellati chiedono che il “Comune individui soluzioni concrete per risolvere la vicenda entro i termini della prossima conferenza dei servizi, al fine di tutelare la salute e l’ambiente dei cittadini palermitani”.

E sulla Rap anche l’allora capogruppo pentastellato in consiglio comunale Ugo Forello aveva attaccato il primo cittadino parlando addirittura di fallimento dell’azienda (clicca qui per leggere l’articolo). Così come la consigliera comunale del M5S, Concetta Amella, (oggi capogruppo) che aveva lanciato l’allarme, spingendosi addirittura a chiedere le dimissioni del Sindaco. Una situazione che certamente non è nuova negli ambienti di Palazzo delle Aquile e che già nel 2015 lo stesso presidente di quel tempo della Rap, Sergio Marino, aveva “denunciato” scaricando le responsabilità sugli operatori dell’ex Amia (clicca per leggere qui l’articolo). Insomma uno scaricabarile che speriamo oggi non debba ripetersi ma soprattutto una domanda, quella sui 70 milioni “spariti”, a cui siamo certi l’assessore Catania saprà rispondere.

La Lega rimane inchiodata come primo partito, anche se perde leggermente consenso con un vantaggio di 10 punti percentuali sul M5S e Partito Democratico. A confermarlo è il sondaggio commissionato da Emg Acqua per la trasmissione di Rai3 “Agorà”.

Dunque, se si andasse a votare oggi il partito di Salvini prenderebbe il 31,4 per cento dei voti, nonostante un leggero calo dello 0,5 rispetto alla scorsa settimana. Dietro troviamo il Movimento cinquestelle al 22,3 per cento con un calo dello 0,4 per cento rispetto alla scorsa settimana.

Quindi restano, comunque, alti i consensi dei due partiti di governo che insieme fanno registrare il 53,7 per cento. A guadagnarci sono invece le opposizioni di centrodestra, con Fratelli d’Italia che aumenta dello 0,1 per cento arrivando al 4,8% e Forza Italia che guadagna quasi un punto percentuale e si attesta al 10,1%.

In salita il Pd, che raggiungerebbe il 21,5% delle preferenze, lo 0,4% in più rispetto a una settimana fa. Nel centrosinistra, troviamo ancora +Europa al 2,9% e gli altri partiti, tra cui Mdp, Si e Verdi che insieme raccolgono il 4,6% dei voti, l’1,2% in più di sette giorni fa. Nel centrodestra, invece, viene rilevato anche il dato di Noi con l’Italia, allo 0,5%, in leggero calo (dello 0,1%).

Agli intervistati è stato chiesto anche un parere sulla flat tax. Il 49% ha detto che non la vuole perché “le tasse devono essere progressive come dice la Costituzione”. Una percentuale che sale al 72% tra gli elettori del Pd ed è al 44% tra quelli dei Cinque Stelle e al 28% tra quelli della Lega. Per il 50% degli intervistati, comunque, la priorità è quella di evitare l’aumento dell’Iva. Una percentuale più alta ancora tra gli elettori di M5S e Pd. Per il 45%, invece, la priorità è abbassare le tasse.

Il sondaggio rileva che più di un italiano su due, quindi il 56%, ritiene che la recessione tecnica sia colpa delle scelte dei governi precedenti, mentre solo il 32% imputa la responsabilità all’attuale esecutivo. Inoltre, il 32% degli intervistati ritiene che il governo Conte durerà almeno fino a fine anno, mentre per il 30% finirà la legislatura. Per il 27%, infine, l’idea è quella di una vita breve dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte, che potrebbe terminare già dopo le europee.

Non resta, dunque, che aspettare l’esito delle elezioni europee e capire quali saranno le mosse di Salvini in una “scacchiera” dove ogni mossa è abilmente cronometrata. E il rumore del ticchettio dell’orologio, come in una partita alla Karpov, si fa sempre più incessante. Staccherà davvero la spina al governo giallo-verde?

Non solo libri, divisi per generi letterari e aree tematiche, ma anche una grande area ludico-didattica interamente dedicata ai bimbi e ai giovani lettori, dove si svolgeranno laboratori di lettura, racconti di fiabe e iniziative interattive dedicate a scuole e associazioni della città.

A Sanlorenzo Mercato nasce il nuovo Mondadori Bookstore. Da martedì 16 aprile, una grande libreria di ultima generazione con tanti servizi integrati e l’accesso allo sterminato catalogo editoriale di oltre 11 milioni di titoli, tra libri, film, musica e tanto altro. Accanto alle golosità delle botteghe, nasce quindi una nuova area di 150 metri quadrati, all’ingresso del Mercato, in cui si potranno trovare grandi classici della letteratura, i romanzi di ultima uscita, ma anche gialli, saggi e libri per l’infanzia. Si tratta della prima grande libreria nella zona ovest di Palermo, con un marchio leader della grande distribuzione nazionale.

La nuova libreria Mondadori a Sanlorenzo Mercato di Palermo

E anche “Alunni in libreria”, il programma di incontri rivolto alle classi delle scuole materne, elementari e medie con laboratori a carattere creativo ed educativo, sviluppati con il contributo di psicologi e specialisti di didattica. Si potranno anche ordinare e acquistare i libri di scuola, oltre alla cartoleria, i gadget, l’oggettistica di grandi marchi e le prevendite di concerti e spettacoli grazie al servizio biglietteria.

La nuova libreria diventa anche teatro di un fitto calendario di eventi speciali e ospiti dal mondo dello spettacolo, della musica e della letteratura, con presentazioni e anteprime di libri e dischi, ma anche con i firma-copie e gli “instore” dei personaggi più amati del momento.

Calendario degli appuntamenti. Si comincia il 9 maggio con lo scrittore Luca Bianchini che presenterà il suo ultimo libro “So che un giorno tornerai” (Mondadori). L’autore, che ha scritto anche il bestseller “io che amo solo te” è anche conduttore su Rai Radiodue. Quello con Bianchini è il primo incontro della nuova serie “Aperitivi d’autore”, che unisce le novità in uscita presentate direttamente dagli autori alle golosità delle botteghe del Mercato in degustazione. Il 16 maggio, invece, arriva Frankie Hi NRG MC: con il suo primo libro “Faccio la mia cosa”, in uscita il 30 aprile sempre per Mondadori, Il pioniere del rap italiano racconta per la prima volta la sua storia e quella della musica che più ha rivoluzionato la scena mondiale negli ultimi quarant’anni. Ma ci sarà spazio anche per i progetti musicali del territorio, grazie all’interlocuzione con i più attivi operatori culturali della città. Tra questi Indigo e 800A Records, che porteranno a Sanlorenzo Mercato presentazioni e showcase di artisti come Alessio BondìFabrizio CammarataPaola Russo e tanti altri.

Uno spazio del nuovo Bookstore Mondadori a Palermo

La nuova libreria nasce grazie alla sinergia tra Sanlorenzo Mercato e i librai Maurizio Iacona, responsabile precedentemente della Mondadori di via Ruggero Settimo e Giuseppe Flaccovio, titolare della Flaccovio Mondadori Store al Centro Commerciale Forum. Dalla loro esperienza e con il progetto architettonico realizzato in collaborazione con Sanlorenzo Mercato, nasce quindi uno spazio che si integra perfettamente nell’atmosfera del Mercato: originali scaffali in legno realizzati in modo artigianale, insegne e arredamenti che richiamano i materiali grezzi che già compongono l’identità del luogo, ma anche collegamento diretto con la grande rete di distribuzione del primo gruppo editoriale italiano, tra i leader in Europa.

Un progetto che coinvolge 14 giovani liceali palermitani selezionati tra i più meritevoli da Intercultura. I ragazzi sono stati scelti non solo attraverso criteri di valutazione del rendimento scolastico, ma anche dopo aver superato alcuni test attitudinali, poiché il periodo che li porterà lontani da casa, impone un carattere forte e determinato, per poter affrontare le molte difficoltà con cui dovranno confrontarsi, prima tra tutte la lingua straniera.

Le mete di destinazione sono il Brasile, l’Irlanda, l’Ungheria, l’Austria, l’Argentina, la Russia e gli Stati Uniti, grazie a borse di studio finanziate da Intercultura, ma anche da numerosi sponsor. Là frequenteranno, per un periodo che potrà variare da 1 a 12 mesi, le scuole locali e saranno ospitati da famiglie del luogo, per un’esperienza irripetibile sia dal punto di vista culturale che umano.

Inoltre, è previsto, sabato 13 aprile, alle 17, alla Libreria Paoline di corso Vittorio Emanuele, un incontro con i ragazzi che parteciperanno ad una sorta di festa di saluto a cui, oltre a genitori e insegnanti, saranno presenti anche il Questore di Palermo Renato Cortese, il presidente del Centro locale di Palermo Pietro La Corte e la responsabile di Sicilia e Calabria sud di Intercultura, Mila Montanaro, mentre a moderare l’incontro sarà la giornalista suor Fernanda Di Monte.

Studenti di varie nazioni

Sempre sabato, a conclusione dell’evento, si svolgerà la “Cerimonia della bandiera” e gli studenti scriveranno sul tricolore la celebre frase di Giovanni Falcone: “Gli uomini passano, le idee restano”. A loro il compito di sfatare i pregiudizi che spesso accompagnano all’estero la visione della Sicilia. Tra i ragazzi intanto l’entusiasmo cresce e magari qualcuno sogna già una carriera da astronauta come Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti che hanno potuto raggiungere i loro ambiziosi obiettivi anche grazie al periodo di formazione negli Usa, organizzato da Intercultura.

Basterà un contributo di 15 euro e si potrà acquistare una borsa ripiena di cioccolatini e un uovo, in alternativa si potrà scegliere solo la borsa o l’uovo di cioccolata con un contributo di 10 euro.

E’ l’iniziativa benefica dell‘ASLTI (associazione siciliana contro le leucemie e i tumori infantili) che ha preso il via, in questi giorni, nell’unità operativa di oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Civico, diretta da Paolo D’Angelo

I volontari dell’Aslti saranno anche presenti per tre domeniche: il 31 marzo, il 7 e il 14 aprilea Palermo, nello stand in via Libertà, angolo via Mazzini, e nelle principali piazze siciliane, dalle 9.30 alle 19.

“La borsa della dolcezza” contiene 260 grammi di cioccolatini alla mandorla e al pistacchio, ma anche il tradizionale uovo di cioccolata al latte, fondente e senza glutine.

“Ormai, durante le feste, la nostra vendita di solidarietà – sottolineano Giuseppe Lentini, presidente dell’Aslti e Ilde Vulpetti, direttrice dell’area operativa – è un appuntamento che ci regala risultati concreti, grazie palermitani che conoscono sempre di più il nostro impegno per migliorare l’assistenza in oncoematologia pediatrica”.

Per chi fosse interessato basta collegarsi al sito web dell‘ASLTI (cliccare qui) per consultare tutto ciò che è stato realizzato negli anni dall’associazione, nell’unità operativa di oncoematologia pediatrica dell’ospedale Civico di Palermo, grazie alla solidarietà dei cittadini.

“La bocciatura a scrutinio segreto di tutto l’articolo di legge che riguardava la presenza di genere negli organi di governo è un fatto grave, confermato proprio dalla modalità di voto, un codardo escamotage di chi non ha il coraggio di assumersi pubblicamente la responsabilità delle proprie scelte”.

E’ la deputata regionale Marianna Caronia a lanciare strali contro l’Aula di Sala d’Ercole che ha bocciato stasera, a maggioranza, la norma che prevedeva una rappresentanza di genere minima negli organi di governo.

“C’è chi pensa, ma non ha il coraggio di dire pubblicamente, che le donne in politica devono avere una posizione residuale e soprattutto non devono sedere nei luoghi di governo”.
“Questa è una battaglia di civiltà che non può certamente fermarsi e per questo presenterò una proposta di legge di iniziativa popolare per inserire la doppia preferenza di genere anche per l’elezione dell’Ars e la quota minima del 40 per cento della presenza di genere nelle giunte comunali e in quella regionale”.

Le nuove linee del Tram di Palermo si faranno. Almeno da quello che si legge nella sentenza del Tar (tribunale amministrativo regionale per la Sicilia) che di fatto ha rigettato la richiesta di sospensione dell’efficacia della deliberazione del consiglio comunale del novembre 2018, in poche parole quella relativa alla realizzazione del progetto che riguarda le nuove linee tranviare a Palermo. Il ricorso era stato presentato dall’associazione dei comitati civici.

E non si è fatta attendere la reazione del gruppo consiliare “Sinistra Comune” a Sala delle Lapidi. “Il Movimento 5 Stelle – dicono i consiglieri di SC ha raccontato in questi mesi che sono stati approvati e prodotti atti illegittimi e che qualcuno vuole mettere le mani sulla città, devastandola e deturpandola. Ieri, in consiglio comunale, si è persino tentato di fare passare un ordine del giorno su paventate illegittimità e danni irreparabili relativi all’atto approvato dall’aula sul sistema Tram Palermo”.

“L’ultima parola l’ha detta il Tar che smonta la narrazione dei cinquestelle e non intravede neanche la ragione del ricorso di sospensione proposto. Dopo la decisione di un organo terzo rispetto alle scelte politiche di Palermo, possiamo proseguire nel disegnare una città a dimensione di cittadini e cittadine. Ripensare la mobilità inciderà sulla dimensione della qualità della vita che, con le nuove linee tranviarie della città di Palermo, ridurrà il traffico veicolare e lo smog. Il tram, sostenibile, veloce e puntuale è il futuro di una città che va al passo coi tempi”.

E poi si rivolgono all’assessore alla Mobilità, Giusto Catania, che prima indossava le vesti di capogruppo di Sinistra Comune, al quale chiedono di “proseguire sul percorso tracciato e di avviare interlocuzioni con le cittadine ed i cittadini per spiegare qual è il modello di sviluppo che stiamo portando avanti e raccogliere idee e propositi per la trasformazione della città”.

E nel dibattito è anche intervenuto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando:“Questo progetto cambierà la mobilità, quindi la vivibilità complessiva e l’organizzazione della città per una nuova città sostenibile dal punto di vista ambientale ed efficiente per i cittadini. I nemici del cambiamento si rassegnino perché sul Tram non intendiamo arretrare. Proseguiamo quindi il lavoro per rinforzare il sistema tranviario per poterlo sempre più estendere alle periferie della città”.

E conclude dicendo che l’ordinanza del TAR “conferma oggi la sostanziale bontà del lavoro fatto dall’amministrazione comunale, dalla giunta e dagli uffici nel predisporre tutto quanto necessario per questo importante progetto. Allo stesso tempo conferma la bontà dell’operato del consiglio comunale, che fino a ieri sera si è espresso per proseguire su questa strada”.

In tutto questo, senza voler fare i populisti o citando il detto che spesso viene affibbiato a chi non la pensa in modo diverso, tanto per capirci: i “nemici della contentezza“, crediamo che di tutto Palermo ha bisogno tranne che di nuove linee di tram (questa la nostra umile e forse saggia convinzione). E se poi l’attuale servizio che soffre, senza possibilità di smentita, della crisi oggettiva e conclamata dell’azienda che se ne occupa e cioè l’Amat, una riflessione profonda andrebbe fatta perchè il 2022 non è poi così tanto vicino a meno di “novità politiche” che, nei prossimi mesi potrebbero, prendere forma.

La replica del gruppo consiliare del M5S di Palermo

Il gruppo consiliare di Palermo del M5S

“I palermitani pagano caro i debiti accumulati dal tram che costano più di 12 milioni di euro all’anno. Questo l’amministrazione Orlando non lo dice, perché non fa certamente comodo ricordare agli elettori che con la ZTL si sono inventati un bancomat per spillare soldi ai cittadini piuttosto che per tutelare l’ambiente. Oggi il Sindaco del PD e la sua giunta vogliono fare passare il messaggio sbagliato che il M5S sia contro il tram e contro la mobilità. Niente di più falso. Il Movimento non è contro il tram, ma è contro i progetti tram fatti male, contro le anomalie, contro gli sprechi di denaro pubblico e contro la tassazione smisurata che i palermitani sono costretti a subire per colpa di chi gestisce questa città da anni. C’è anche un’altra fake news del PD che va chiarita: sul ricorso al TAR avanzato da un gruppo di cittadini e comitati civici, i giudici si sono pronunciati su una richiesta di sospensiva, ma non sono entrati nel merito. Il sindaco Orlando e l’assessore Catania stanno facendo solo propaganda, ma ormai le loro bugie possono essere facilmente svelate. I giudici amministrativi, infatti, hanno rimandato la questione al giudizio di merito. Il M5S torna a ribadire che si pretende che l’iter per il tram venga portato avanti secondo quello che prevedono le normative e non secondo le tesi personali di qualcuno”.

E’ un quadro che potremmo definire “spettrale” quello che viene delineato dal Centro studi di Confindustria.

Si descrive un “Italia ferma” con le previsioni azzerate per il Pil 2019. Secondo Confindustria una delle cause è la “manovra di bilancio poco orientata alla crescita”, “l’aumento del premio di rischio che gli investitori chiedono” sui titoli pubblici italiani, “il progressivo crollo della fiducia delle imprese”

Inoltre si punta il dito sugli investimenti privati che per la prima volta in calo (-2,5%, escluse costruzioni) dopo 4 anni di risalita. Nel 2019 “per ora non si vede un’inversione di tendenza nei contratti”, i lavoratori dipendenti “sono tendenzialmente fermi, c’è un calo del lavoro a termine ma non è ancora compensato dai contratti a tempo determinato”. E si definisce Così il il 2018 come l’anno “a due velocità” visto che nei primi 6 mesi l’occupazione è cresciuta di 198.000 unità mentre nel II semestre è calata di 84.000. Nel 2019 l’occupazione resterà “sostanzialmente stabile (+0,1%)” e aumenterà dello 0,4% nel 2020.

“Nel 2019 la domanda interna risulterà praticamente ferma – si legge nello studio – e una recessione potrà essere evitata solo grazie all’espansione, non brillante, della domanda estera. A meno che – sostiene il rapporto del Centro studi di Confindustria – non si realizzi l’auspicato cambio di passo nella politica economica nazionale”.

Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria

“Il reddito di cittadinanza e Quota 100 daranno un contributo, seppure esiguo, alla crescita economica concentrato nel 2019 – avverte il Centro studi Confindustria – che queste due misure, realizzate a deficit, hanno di fatto contribuito al rialzo dei tassi sovrani e al calo della fiducia, con un impatto negativo sulla crescita”.

“Il Governo ha ipotecato i conti pubblici e non ci sono scelte indolori” – dice ancora Confindustria – sottolineando il bivio tra rincaro Iva o far salire il deficit pubblico al 3,5%. Per annullare il primo e fare la correzione richiesta sui conti servirebbero 32 miliardi di euro senza risorse per la crescita. Così appare inevitabile un aumento delle tasse”

“L’Italia – dice Andrea Montanino, capo economista di Confindustria – deve evitare di andare oltre il 3 per cento nel rapporto deficit-Pil: sarebbe un segnale molto negativo per i mercati. Il fatto che lo spread non si è richiuso significa che continuiamo ad essere un paese sotto osservazione. Verremmo puniti dai mercati”.

E Montanino sottolinea anche il rischio degli accordi con la Cina. “Serve molta attenzione soprattutto per il modus operandi nei Paesi dove l’Italia ha fatto accordi non con investimenti in equity, con prestiti che spesso non riescono ad essere ripagati perchè le condizioni non sono ottimali, spesso non trasparenti. Accordi rivolti a Paesi in una situazione debole economicamente. E se noi siamo considerati così dobbiamo stare particolarmente attenti”.

Quindi una situazione che bocciatout court” l’azione del governo giallo-verde guidato da Conte, Salvini e Di Maio e pone degli interrogativi. Uno tra tanti: come riuscirà questo “triunvirato” a governare altri quattro anni di fronte ad una crisi economica così profonda? Riassumendo: Pil azzerato per il 2019, disoccupazione galoppante, produzione industriale ferma, recessione in atto. Servirebbe davvero Mago Merlino per poter riuscire ad invertire questa tendenza. E non immagino che cosa accadrebbe se le misure del reddito di cittadinanza e di quota 100 risultassero dei flop. Ma per adesso i nostri politici sono impegnati nella campagna elettorale per le europee e di arrovellarsi sui conti dell’Italia non ci pensano per niente.