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Come si dice la “speranza è l’ultima a morire”. Un “conforto” che arriva direttamente dall’America, in un momento in cui dobbiamo, comunque, mantenere saldi i nervi e, soprattutto, resistere continuando a #restareacasa.

L’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME), organizzazione indipendente della School of Medicine dell’Università di Washington, che fornisce i dati alla Casa Bianca e sulla base dei quali il 30 marzo scorso il presidente americano, Donald Trump, ha esteso le raccomandazioni e le restrizioni sanitarie fino alla fine di aprile, ha presentato uno studio che parla di fine della pandemia in Sicilia, con “zero decessi”, per il 22 aprile prossimo.

Ovviamente, “salvo – affermano gli studiosi – un allentamento delle misure di distanziamento sociale o un rimbalzo dei contagiati, con un totale dei decessi registrati in Sicilia di 205 morti al 4 agosto 2020“. Da notare che la proiezione dello stesso Ihme indicava una previsione di 139 decessi per oggi 7 aprile, in un range 129-155. L’aggiornamento alle 17 della Regione siciliana indica una cifra di 125 morti, due in più rispetto a ieri.

(Fonte agenzie)

Questo il quadro riepilogativo della situazione in Sicilia, aggiornato ad oggi pomeriggio, sull’emergenza Coronavirus, trasmesso dalla Regione siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Degli attuali 1.815 positivi, 637 pazienti (+5) sono ricoverati di cui 74 in terapia intensiva (-2), mentre 1.178 (+36) sono in isolamento domiciliare.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 23.464 (+1.560 rispetto a ieri). Di questi sono risultati positivi 2.046 (+52), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.815 persone (+41), 108 sono guarite (+4) e 123 decedute (+7).

Questa, invece, è la divisione degli attuali positivi nelle 9 province: Agrigento, 106 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 92 (22, 4, 8); Catania, 540 (159, 25, 49); Enna, 271 (168, 1, 15); Messina, 320 (139, 17, 25); Palermo, 260 (74, 29, 12); Ragusa, 47 (7, 4, 3); Siracusa, 79 (44, 25, 7); Trapani, 100 (24, 1, 3).

Il programma de La7, “Non è l’Arena” di Giletti, ha documentato in un video, la drammatica situazione che vive il quartiere Zen di Palermo per l’emergenza da coronavirus.

Dalle testimonianze emerge un quadro di tensione sociale, in quanto la maggior parte degli abitanti, prima della quarantena, svolgeva dei lavori prettamente in nero.

“Il Virus e la rabbia, titolo del servizio televisivo, è, purtroppo, la cartina di tornasole di un luogo da sempre abbandonato e che, oggi, vive ancora di più un’emarginazione figlia, questa volta, di un virus e non della “cosa pubblica”.

Un gruppo di 10 lavoratori metalmeccanici, assunti dopo il 23 febbraio, data di inizio dell’emergenza coronavirus sono stati licenziati dall’Hotel delle Palme di Palermo. E la beffa sta nel fatto che il decreto “Cura Italia”, varato il 18 marzo non li ha inclusi tra coloro che hanno diritto agli ammortizzatori sociali. E così, da quando anche la loro azienda come tutte le altre si è fermata per lo stop alle produzioni imposto dai decreti del governo Conte del 22 e 25 marzo,  per l’emergenza Covid19,  sono rimasti senza stipendio e senza cassa integrazione. 
A denunciarlo è la Fiom Cgil Palermo. Si tratta di operai della Mare Resort srl,  azienda palermitana di costruzione edifici residenziali e non residenziali, che stava svolgendo lavori edili di impiantistica, all’interno delle opere di restauro in corso al  Grande Hotel delle Palme di via Roma. 

“I lavoratori si trovano in una gravissima situazione. A causa della loro assunzione successiva al 23 febbraio – dichiara Francesco Foti, della Fiom Cgil Palermo – non hanno i requisiti per l’accesso alle integrazioni salariali  e non  hanno maturato ferie e permessi di anni precedenti da utilizzare. Né, in virtù del blocco dei licenziamenti economici opportunamente disposto dal governo, possono vedere risolto il rapporto di lavoro e accedere alla Naspi”.

I metalmeccanici erano stati assunti con  contratto a tempo indeterminato e hanno avuto il tempo di lavorare tre-quattro giorni e poi è subentrata la chiusura.

“Chiediamo al governo che nel prossimo decreto possano essere trovate delle soluzioni per consentire a questi lavoratori di poter essere retribuiti e rientrare negli ammortizzatori sociali”, aggiunge Foti.  La Fiom Cgil Palermo ha chiesto un incontro urgente all’azienda, per garantire i lavoratori e le loro famiglie, e ha inviato tre note all’assessore al Lavoro del Comune di Palermo Giovanna Marano, all’assessore regionale alle Politiche sociali del  Lavoro Antonio Schiavone e al ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo,  ponendo all’attenzione delle istituzioni locali, regionali e nazionali il grave problema vissuto dagli operai della Mare Resort ma anche da altri lavoratori del  territorio palermitano.

“La situazione riguarda anche altri, è più estesa di quanto si pensi –  aggiunge la Fiom -.  Questi lavoratori sono posti di fronte alla chiusura delle aziende, che non li retribuiscono, non hanno elaborato alcun mezzo di ausilio per loro e non possono accedere ad alcuna forma di sostegno al reddito. La situazione è già gravissima ora e potrà rivelarsi peggiore nelle prossime settimane, per l’obiettiva incertezza circa il ritorno del sistema alla normalità. Chiediamo un riscontro sulle misure da mettere in campo per per risolvere, o quanto meno alleviare, il disagio segnalato”. 

(fonte foto Palermomania.it)

Una situazione che a prima vista potrebbe ingannare: una fake news ben confezionata se non fosse amaramente e tristemente vera. Come potete vedere, nel video postato dall’agenzia Ansa, le strade di Parigi affollate di gente.

Panifici, rosticcerie fruttivendoli. Nonostante l’emergenza coronavirus i parigini, possiamo dire da incoscienti, non hanno rinunciano alla spesa della domenica nelle botteghe di quartiere.

Il risultato è che rue Montorgueil, nel seconda circoscrizione della capitale francese, era piena di persone: c’è chi camminava tra un negozio e l’altro, chi in coda in attesa di entrare e chi approfittava della “bella giornata di sole” per una passeggiata all’aria aperta.

Un atteggiamento da irresponsabili o da stupidi? A voi lasciamo “l’impietoso” giudizio!

Cinquemila euro alla Caritas Diocesana di Palermo donati dal Corpo consolare che raggruppa trenta consoli onorari di Paesi di tutto il mondo, presenti nel capoluogo siciliano.

Con questo gesto le famiglie in difficoltà, potranno ricevere un aiuto alimentare. Il Corpo consolare si è rivolto ad una grande catena di supermercati siciliani: una scelta, dovuta sia alla volontà di aiutare la nostra economia che alla disponibilità ricevuta ad utilizzare prodotti sui quali l’azienda non metterà margini di ricarico, per dimostrare anch’essa solidarietà.

Si è deciso di devolvere gli alimenti alla Caritas, in quanto organo di riferimento del Comune di Palermo, che può coordinare gli aiuti rispetto alle esigenze delle famiglie.

“I Consoli dell’Associazione Corpo consolare – spiegano dal Consiglio di Decanato del Corpo consolare – sono vicini ai siciliani in questo momento difficile e per questa ragione, abbiamo voluto fare la nostra parte, attraverso un concreto gesto di solidarietà che possa aiutare chi ha più bisogno”.

Un accordo tra la Croce Rossa Italiana e la Federfarma per la consegna di farmaci a domicilio, rivolto a tutte quelle persone alle quali è sconsigliato spostarsi al di fuori del proprio domicilio o che sono impossibilitate a recarsi presso una farmacia, e che attraverso il numero verde 800.065510, potranno richiedere la consegna dei farmaci a casa.

Possono accedere al servizio le persone con oltre 65 anni, i soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria, e febbre (>37,5°), persone non autosufficienti o sottoposti alla misura della quarantena o, in ogni caso, risultati positivi al virus COVID19.

Il servizio può essere richiesto esclusivamente al numero verde 800.065510, attivo H24, 7 giorni su 7, per i soggetti che hanno i requisiti e già in possesso di prescrizione medica. All’atto dell’istanza, il richiedente dovrà indicare l’indirizzo di ritiro della ricetta e della consegna dei farmaci.

Il personale della Croce Rossa, in uniforme, provvederà al ritiro della ricetta o del promemoria presso l’indirizzo e si recherà nella farmacia più vicina al domicilio dell’utente, salvo diversa indicazione dello stesso.

Nel caso di ricette o promemoria consegnati da persone non autosufficienti o sottoposti a quarantena o positivi al virus COVID-19, la CRI provvederà ad avvisare il personale della farmacia. Una volta acquistati i farmaci (il cui prezzo, dove previsto, è anticipato al farmacista da parte di CRI) gli stessi verranno consegnati in busta chiusa all’utente che provvederà a rimborsare il personale CRI.

Il servizio è assolutamente gratuito e nulla è dovuto oltre a quanto necessario per l’acquisto dei farmaci. E’ possibile chiedere al personale CRI l’emissione dello scontrino fiscale “parlante” da utilizzare per le detrazioni fiscali, fornendo la tessera sanitaria o il codice fiscale. L’accordo, ovviamente, resterà valido fino a quando saranno in vigore le disposizioni che limitano lo spostamento delle persone.

(fonte foto terzobinario.it)

“Abbiamo deciso di fare un video a supporto di chi ogni giorno aiuta gli altri: la Protezione Civile. Vorremmo strappare a tutti un sorriso in un momento di difficoltà e isolamento, per questo abbiamo imbracciato boa, pignate e manici di scopa, assoldato piante, animali domestici e bambini, appeso ad un chiodo la nostra dignità e girato questo video: il nostro contributo per raccogliere fondi e aiutare la protezione civile.  Soli siamo forti, insieme siamo invincibili”.

E’ questo il messaggio di 23 colleghe, tra giornaliste e comunicatrici palermitane, che hanno voluto trasmettere con un video per sostenere la Protezione civile che sta lavorando in prima linea nella battaglia contro il Covid19.

“Palermo è una città che ha sempre dimostrato di sapersi rialzare, reinventare e rinascere nei momenti di difficoltà, e adesso è il momento di far vedere che ci siamo, pronti anche noi anche se non siamo in prima linea, a sostenere chi ogni giorno scende in trincea e lotta affinché vada tutto bene. Costruiamo il domani insieme senza lasciare nessuno indietro. Torneremo ad abbracciarci ma intanto promettete di donare”.

L’iniziativa è stata realizzata da Alessia Rotolo, Annalisa Riggio, Antonella Folgheretti, Antonella Rizzuto, Aurora Pullara, Caterina Damiano, Claudia D’Alessandro, Cristiana Rizzo, Eugenia Nicolosi, Federica Raccuglia, Federica Terrana, Francesco Lupo, Gabriella Insana, Giorgia Teresi, Giulia Cancilla, Marta Genova, Marta Occhipinti, Milvia Averna, Sara Li Donni, Sefy Aiello, Simona Camarda, Nicoletta Fersini e Paola Pizzo.

Anche il sindaco di Palermo Orlando ha manifestato soddisfazione per l’iniziativa. “Credo doveroso ringraziare le giornaliste palermitane che hanno promosso questa iniziativa coniugando l’amore per la nostra città con il senso della solidarietà. Questa è anche l’occasione per ringraziare ancora una volta tutti gli operatori dell’informazione, che in questi giorni
difficili non si sono mai sottratti al loro impegno professionale”.

Per la donazione di beni di prima necessità è possibile scrivere a: donazioni@protezionecivile.palermo.it. Per contributi economici a
sostegno degli interventi sociali: IBAN IT29 E010 0504 6000 0000 0011
072 intestato a Comune Palermo – emergenza Covid.

“Sono oltre milleduecento le famiglie che hanno usufruito negli ultimi giorni degli interventi di  assistenza alimentare diretta con la consegna di beni di prima necessità (pasta, riso, latte biscotti, conserve e altro) da parte delle associazioni che stanno collaborando con il Comune per affrontare l’emergenza sociale legata al Covid19″. E’ il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando ad annunciarlo.

Due degli enti, il Banco Alimentare e il Banco delle Opere di carità, operano su base territoriale ed uno, la Caritas, su base cittadino ma in modo specifico per le famiglie con maggiori criticità (persone sole o con disabilità, estrema fragilità sociale o personale).

Da domani, lunedì 6 aprile, alcuni dei centri di distribuzione (45) collaboreranno anche alla raccolta dei documenti delle famiglie che hanno chiesto l’assistenza economica, mentre gli altri 130 centri sparsi per la città continueranno la loro attività di distribuzione dei beni alimentari in raccordo con il Comune, sulla base degli elenchi delle famiglie da assistere fornite dai servizi sociali. Ogni giorno saranno almeno mille le famiglie che potranno ricevere assistenza.

“Nessuno – ha detto infine il Sindaco – sarà lasciato da solo, nessuna famiglia, nessun cittadino. E’ un periodo difficilissimo ma tutti devono sapere che chi ha diritto ad essere aiutato, chi vive una situazione di disagio non dovrà affrontare questo momento da solo”.

La denuncia è su facebook, diventato, in questa fase, ancora di più megafono e strumento digitale di solidarietà universale, nell’affrontare quel mostro chiamato coronavirus. Un ponte virtuale di vicinanza.

Nei giorni scorsi il sindaco di Palermo Orlando aveva giustamente lanciato l’ennesimo appello, con un video sul suo profilo social, con il quale chiedeva ai propri concittadini di stare a casa. Un monito assolutamente condivisibile al grido: “Obbedite”. E poi, amaramente, come potete vedere dalla foto, scattata questo pomeriggio e pescata su facebook, un gruppo di finti audaci o furbetti da strapazzo, che io definirei meglio come stolti e arroganti, fare un capannello in piazza di San Domenico, fregandosene altamente, non solo di se stessi, ma anche della salute dei palermitani e dei propri familiari.

Che dire, nulla. Incoscienza, irresponsabilità, strafottenza o tutto ciò che in questo momento vi viene in mente. Purtroppo sono sempre i pochi che cercano di vanificare lo sforzo e il sacrificio dei palermitani chiusi nei loro fortini a combattere. Senza alcun dubbio un esempio limpido di stoicismo, che sarà premiato contro l’idiozia di chi ha, per dirla alla 2.0, l’hard disk danneggiato. Altre parole sarebbero inutili e forse ancora più offensive.

Il video appello del sindaco Leoluca Orlando