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Cultura e Libri

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Sfruttare al meglio i quasi cinque miliardi che arriveranno dal piano europeo del Recovery per la Cultura puntando, soprattutto, sulla digitalizzazione e sullo sviluppo delle piattaforme web, per consentire a tutti di fruire dell’immenso patrimonio artistico italiano ma anche una maggiore integrazione tra le risorse messe in campo dalle amministrazioni pubbliche e gli interventi dei privati che possono offrire un valore aggiunto alla ripartenza di un settore che ha risentito fortemente delle difficoltà provocate dalla pandemia.

Un’impostazione che ha visto d’accordo i politici e le personalità del mondo religioso e della cultura che hanno partecipato ad “Agorà della Cultura”, l’evento promosso dall’associazione Amici dei Musei Siciliani con il patrocinio gratuito della Regione Siciliana e dell’Anica, organizzato da View Point Strategy al complesso monumentale di San Domenico di Palermo.

“Il Pnrr è una grande sfida ed è necessario investire nella cultura che in Italia produce il 15 per cento del Pil. Il nostro obiettivo è di garantire una migliore fruibilità e accessibilità per i nostri siti ma anche di destinare una parte di questi investimenti ai teatri, al mondo del cinema e dell’audiovisivo e ai musei, oltre che calibrare gli interventi a favore della Sicilia e degli altri territori”, ha detto Vito D’Adamo, capo della segreteria particolare del Sottosegretario ai Beni Culturali, Lucia Borgonzoni, intervenuto in audio all’inizio del convegno.

Il presidente degli Amici dei Musei Siciliani Bernardo Tortorici, ha raccontato la sua esperienza e di come la cultura è ripartita nonostante l’emergenza sanitaria: “Abbiamo organizzato la seconda edizione di Restart, una manifestazione che ha aperto i siti culturali più importanti di Palermo, dimostrando che si può ricominciare anche se nel 2020 la contrazione generale dei consumi culturali è stata del 50 per cento”.

Un altro tema è stato quello dell’innovazione digitale, ormai indispensabile per consentire a tutti – da casa propria e da ogni parte del mondo – di visitare i musei, i monumenti e di ammirare le opere d’arte più importanti con un semplice click. “Negli ultimi cinque anni abbiamo investito molto in questo settore – ha spiegato Salvatore Turrisi, presidente e amministratore dell’azienda siciliana di telecomunicazioni Sielte – il lockdown ha costretto tanti cittadini ad utilizzare le piattaforme sul web e abbiamo capito si possono fornire servizi, come ad esempio il tour virtuale dei musei o la didattica a distanza utilizzata nelle scuole. La rete ha retto ma adesso bisogna pianificare il futuro addestrando tutti a usare l’online e migliorando le infrastrutture”.

Particolarmente interessante la tavola rotonda “Cultura e Turismo: binomio per rilanciare il Paese”, moderata dal giornalista Pietrangelo Buttafuoco, a cui hanno preso parte l’assessore regionale ai Beni Culturali della Sicilia, Alberto Samonà, Giorgia Latini (Marche), Paola Agabiti (Umbria), Stefano Bruno Galli (Lombardia) e Umberto Croppi, direttore generale di Federculture ed ex assessore alla Cultura del Comune di Roma e il critico d’arte Vittorio Sgarbi con il suo punto di vista controcorrente sulla Sicilia e con l’invito a ricostruire il tempio G di Selinunte: “Avevo proposto un cantiere internazionale per far rinascere il tempio G: purtroppo la Sicilia ha tantissimi tesori ma non riesce a comunicarli, è un gap che si deve superare per competere con altri Paesi che magari hanno meno da offrire ma che riescono sempre a far parlare di loro”.

L’assessore Samonà durante il confronto con i colleghi delle altre regioni ha sostenuto che “cultura e business non sono in contraddizione, a patto che l’offerta culturale parta dall’affermazione della nostra Identità: è giusto investire nelle dinamiche digitali ma spingiamo affinché le visite avvengano in presenza”. Nelle Marche l’assessore Latini ha annunciato “la prossima candidatura all’Unesco per il grande numero di teatri presenti nel nostro territorio” mentre l’assessore Agabiti ha spiegato che “l’offerta culturale dell’Umbria propone grandi eventi, la valorizzazione dei piccoli borghi e dei paesaggi naturalisti”. In Lombardia il 41 per cento degli investimenti “arriva da istituzioni private – ha puntualizzato l’assessore Galli – crediamo molto nelle imprese culturali creative che contano già 365mila operatori”. Per il presidente di Federculture e della Quadriennale d’Arte di Roma “il mondo della cultura ha bisogno di capacità manageriali – ha detto Croppi – e della formazione delle risorse umane, fattori che poi contribuiscono al ritorno economico”.

La giornata è stata aperta dal docente dell’Università Lumsa, Don Gianni Fusco, che ha introdotto i lavori parlando del concetto di bellezza e della sua relazione con le varie religioni mentre la chiusura della prima parte è stata affidata alla lectio magistralis di Giuseppe Savagnone, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della cultura di Palermo.

“WAAG We Are All Greeks! – Είμαστε όλοι Έλληνες!” è il progetto artistico che vedrà coinvolte la Sicilia e la Grecia, e che sarà inaugurato il 14 maggio al Museo della Cultura Bizantina di Salonicco, per proseguire in autunno a Palermo, al Museo Regionale di Arte Moderna e Contemporanea, Belmonte Riso. Due terre unite dalla cultura e dalla storia, oltre che da un comune destino mediterraneo. La mostra, dedicata al bicentenario della lotta greca per l’indipendenza, è stata curata da Francesco Piazza e ideata da Vassilis Karampatsas.

Il titolo, ispirato ai versi del poema Hellas di Percy Bysshe Shelley, vuole ricordare gli eventi che nel 1821 scossero le coscienze di tutta l’Europa unendole, in una spinta ideale, a sostegno del popolo greco nella conquista dell’indipendenza dagli ottomani. “We are all Greeks!” è un progetto che riconosce la pregnanza dell’influsso greco nella cultura occidentale e, in particolare di quella dell’Italia meridionale e della Sicilia.

La mostra, organizzata dalla “Comunità Ellenica Siciliana – Trinacria” di Palermo con la collaborazione del Museo della Cultura Bizantina di Salonicco e il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Riso, ha ricevuto il sostegno della Commissione “Greece 2021”, dell’Istituto Italiano di Cultura di Atene e della Regione Siciliana, attraverso l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.

“La mostra” – spieganoFrancesco Piazza e Vassilis Karampatsas – il cui titolo è ispirato ai versi del poema Hellas di Percy Bysshe Shelley, “Le nostre leggi, la nostra letteratura, la nostra religione, le nostre arti hanno la loro radice in Grecia”, vuole esaltare e ricordare la spinta ideale che scosse le coscienze di chi credeva nell’indipendenza greca e ha lottato per essa sacrificando anche la propria vita, portando al processo di liberazione del popolo greco e gettando le basi per la costruzione del concetto di Europa come Nazione”.

La spinta internazionale in favore dei Greci – sottolinea l’assessore dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà – conobbe momenti di grande partecipazione nel nome di un’Europa quale Nazione, accomunata da vincoli di solidarietà profondi e da una comune storia plurimillenaria. La Sicilia e la Grecia – evidenzia ancora l’assessore Samonà – sono da sempre legate da un’antica relazione di comunanza ideale e storica che passa attraverso molteplici espressioni dell’arte, della letteratura, dell’architettura. La mostra che mette in relazione artisti dei due Paesi è una testimonianza della vitalità degli scambi tra Italia e Grecia, oltre che un’opportunità per rilanciare in chiave contemporanea un legame antico che lega i due popoli”.

La lotta per l’Indipendenza della Grecia vide, nel 1821, la ribellione del popolo greco contro il giogo ottomano che dominava da quattro secoli, durante la quale si verificarono episodi di grande violenza e crudeltà. Questa situazione sollevò un’ampia eco negli ambienti culturali e politici di tutta Europa e molti illustri intellettuali, come l’inglese George Gordon Byron e i patrioti italiani Santorre di Santarosa e Giuseppe Rosaroll, partirono per unirsi ai rivoluzionari greci in nome di un ideale comune di libertà. Il legame che in quegli anni l’Italia e altri stati europei instaurarono con la Grecia è ricco di testimonianze e rappresenta l‘incipit di questo progetto.

L’esposizione si snoderà attraverso un percorso su sette tappe, o temi: Bandiera, Sacrificio, Patria, Filellenismo, Eroi, Potere Politico, Libertà. Temi che saranno descritti storicamente in quadri sinottici, poesie o brani di discorsi politici e, artisticamente, saranno interpretati attraverso le opere di 15 artisti che fanno parte della nuova generazione dell’arte contemporanea italiana e greca. La Grecia è rappresentata dagli artisti Spyros Aggelopoulos, Manolis Anastasakos, Kiki Kolympari, Nikos Moschos, Giorgos Tansarlis, Stelios Faitakis, Georgia Fambris mentre per l’Italia sono presenti opere di Andrea Buglisi, Michele Ciacciofera, Giorgio Distefano, Emanuele Giuffrida, Filippo La Vaccara, Ignazio Cusimano Schifano, Max Serradifalco, William Marc Zanghi.

Gli artisti – osserva il curatore Francesco Piazza – hanno compiuto un lavoro interpretativo molto importante attualizzando ideali e contenuti propri della Rivoluzione e ponendo nuove domande su come questi ideali siano cambiati dopo 200 anni e quanti di essi siano ancora vivi nella coscienza di ciascuno di noi.” Il progetto si avvale della consulenza storica di Nikos Tompros, professore associato di Storia Politica presso l’Accademia Militare di Grecia ed è accompagnato da un catalogo edito dalla Serradifalco Edizioni, Palermo. In occasione della mostra saranno esposte per la prima volta due opere del pittore Theofilos Chatzimichaìl (1870-1934), artista che ha raccontato attraverso i suoi lavori episodi e personaggi della Rivoluzione greca; le opere fanno parte della collezione Aggelidakis. Il concept grafico, ispirato ai versi del poema di Shelley, è firmato da Visualya.com e ci immerge simbolicamente tra le tamerici dell’Egeo, quelle radici dalle quali trae linfa vitale, ancora oggi, tutta la cultura occidentale.

Inolte, in occasione dell’esposizione, Christos Ktistakis ha composto un brano dal titolo “Ελλάς 1821” ispirato al poema Hellas di Percy Bysshe Shelley per il coro femminile inDONNAtión del Conservatorio Comunale di Larissa, diretto dal Maestro Dimitris Ktistakis, professore Associato dell’Università dello Ionio, accompagnato al pianoforte da Froso Ktistaki.

La mostra ha il patrocinio del Ministero degli Esteri Greco – Segreteria Generale per i Greci all’estero e Diplomazia pubblica, dell’Ambasciata di Grecia a Roma, di Tempo Forte – accordo bilarerale Italia-Grecia, dell’Istituto Italiano di Cultura di Atene, della Commissione Greece 2021, della Regione Siciliana – Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, del Comune di Salonicco e della Federazione delle Comunità e Confraternite Elleniche in Italia.

Un progetto ispirato all’opera e alla figura dello scrittore e drammaturgo siciliano, Leonardo Sciascia, attraverso le riprese di un cortometraggio che si svolgerà nel prossimo mese di maggio tra Palermo e Racalmuto. Quest’ultima cittadina natia di Sciascia.

L’iniziativa è inserita nell’ambito del corso di regia promosso dalla scuola di cinema indipendente “Piano Focale” di Palermo, che prevede la realizzazione, da parte degli allievi, di 19 cortometraggi ispirati a diverse tematiche sociali e culturali. Il cortometraggio, scritto e diretto dal giornalista Fabio Bagnasco, in collaborazione con Filippa Gracioppo e Gaspare Buzzetta, è prodotto da Eikona film e cade in occasione del centenario della nascita dello scrittore siciliano celebrata dall’omonima fondazione con un ricco cartellone di eventi.

Si tratta di un racconto-fiaba calato in una atmosfera di realismo magico che, attraverso una modulazione narrativa lieve e fantastica, intende celebrare lo stupore infantile, la purezza dell’infanzia. Il cortometraggio sarà distribuito nelle principali piattaforme e nei festival nazionali e internazionali del cortometraggio. Il prodotto filmico si avvarrà delle musiche di Fabio Cinti, compositore già noto per diverse opere discografiche e per avere vinto il premio “Tenco” per la rilettura dell’album “La voce del padrone” di Franco Battiato.

E’ un vero e proprio appello quello lanciato sul suo profilo facebook dall’assessore regionale siciliano alla cultura, Albero Samonà al premier Giuseppe Conte.

“Il governo nazionale riapra immediatamente – si legge nel post – i teatri, i cinema e tutti i luoghi della cultura e modifichi il dpcm Conte nella parte in cui dispone la chiusura di bar e ristoranti alle ore 18, delle palestre, dei centri culturali e sportivi e delle piscine”.
“Un simile provvedimento, infatti, non tiene conto del fatto che non si può contrastare l’emergenza covid, condannando a morte centinaia di migliaia di attività e gettando nell’incertezza milioni di persone che adesso non sanno più cosa inventarsi per sopravvivere”.
“Per queste ragioni – aggiunge Samonà – il governo deve riaprire il confronto con le regioni, non relegandole a mere destinatarie di provvedimenti calati dall’alto, ma riconoscendone il loro ruolo di cerniere indispensabili con il Paese reale. Questo diventa improcrastinabile in quelle regioni autonome, proprio come la Sicilia, in cui vi è competenza concorrente con lo Stato in materia sanitaria”.

(fonte foto Corriere.it)

Un vademecum che descrive “metodi e strategie per interpretare la comunicazione altrui così da poter modulare nel modo più corretto la propria, svelando quali siano i comportamenti, le posture, la necessità di una piena consapevolezza di se stessi. Tutto questo per comunicare al meglio e raggiungere in modo strategico i propri obiettivi nella vita, così come instaurare le giuste relazioni nell’ambito sociale, di coppia, lavorativo e amicale”.

Si chiama “Comunicare è la chiave del tuo successo -Metodi e strategie per riuscirci al meglio” ed è l’ultima impresa di scrittura del palermitano Ugo Piazza, 48 anni, giornalista, specializzato in strategie di marketing della comunicazione e nell’interpretazione socio-politica della dialettica del linguaggio.

Il libro, che può essere acquistato al prezzo di 10 euro nelle edicole, in libreria e sul web, è disponibile anche sui circuiti nazionali Feltrinelli, ibis, Amazon. E’ pubblicato dalla casa editrice “Novantacento”. Nel testo l’autore analizza le dinamiche di comunicazione che ognuno di noi ormai automatizza, perdendo efficacia rispetto al raggiungimento degli obiettivi.

E’ un luogo da tempo abbandonato quello dell’ex deposito delle locomotive delle ferrovie dello Stato, in quella parte di piazza Europa a Catania, sul lungo mare di Ognina. Ed è proprio là che si vorrebbe dare vita ad un progetto architettonico ambizioso. “Un vero e proprio atto di riscatto culturale della città e del suo tessuto sociale e urbano”. Ad annunciarlo è l’ingegnere Francesco Nicolosi Fazio per una complessa idea architettonica che lui coltiva da quasi un ventennio: costruire, una accanto all’altra, una chiesa, una sinagoga e una moschea, insieme ai rispettivi istituti religiosi.

Il luogo dove nascerà la Moschea e la Sinagoga

“Intervenire in quest’area, bonificando un tratto del waterfront di Ognina che oggi interrompe bruscamente la vista del litorale della città – dice Nicolosi Fazio – significherebbe ridare dignità a una zona molto amata da cittadini e turisti, con un forte messaggio di rigenerazione urbana di luoghi simbolo che custodiscono la nostra identità»,

E per confermare la fattibilità dell’opera l’ingegnere e intellettuale catanese ha sottolineato la possibilità di “ricavare una parte dei finanziamenti dai fondi europei appositamente destinati ai progetti d’integrazione, ma soprattutto dalle risorse internazionali delle comunità religiose coinvolte. Non da ultimo, anche attraverso il prezioso strumento popolare del crowdfunding”.

Dal punto di vista pratico – ha aggiunto l’ingegnere – occorre acquistare il terreno di proprietà delle Ferrovie dello Stato, successivamente il recupero dell’area prevede interventi ad hoc sulle strutture già esistenti degli ex capannoni. Affinché il possibile diventi concreto è chiaramente è indispensabile l’appoggio politico dell’Amministrazione comunale”.

La presentazione del progetto a Catania

E il Comune di Catania ha manifestato il proprio interesse attraverso la presenza e le parole dell’assessore all’Urbanistica Alessandro Porto: “Condividiamo le proposte che come questa vanno nella direzione del bene collettivo» ha detto, confermando l’impegno preso dal componente della Commissione Urbanistica Salvo Di Salvo, sostenitore del progetto da lunga data: Ritengo che ci siano tutte le condizioni affinché la ‘Piazza delle Tre Culture’ possa trovare un proprio spazio all’interno del redigendo Piano regolatore generale di Catania. Mi assumo l’incarico di portare avanti la proposta perché si tratta di un’opera monumentale che può dare lustro al capoluogo etneo”.

La filosofia dell’accoglienza dell’altro, che sta alla base dell’idea di Nicolosi Fazio, ha accomunato i rappresentanti delle tre religioni coinvolte: l’imam di Sicilia e della moschea della Misericordia di Catania Kheit Abdel Hafid ha voluto sottolineare “la straordinaria capacità di dialogo che appartiene alla città”, mentre mons. Gaetano Zito e il rabbino Stefano Di Mauro hanno fatto pervenire il loro pensiero: “Non possiamo dimenticare – ha detto il rappresentante cristiano – che le nostre coste erano di passaggio nella navigazione tra Roma e il Medio Oriente, sia l’ebraismo, che il cristianesimo e l’Islam sono di fatto approdate nell’isola da qui”; mentre l’israelita ha ribadito come “da troppo tempo i popoli si fanno la guerra e sacrificano vite umane con la scusa di questa o quella religione che si crede l’unica degna di essere seguita”.

IL LUOGO INDIVIDUATO

Sorge su un promontorio lavico sul mar Jonio, cela anche una forte valenza evocativa nel toponimo della località individuata, “U Caitu”: è infatti l’unica denominazione di contrada urbana che a Catania ha conservato l’antica origine araba risalente a “al Cait”, la qualifica del comandante dell’esercito a cui, al tempo della dominazione araba, potevano assurgere anche uomini appartenenti a religioni diverse. Come quelli che s’incontrerebbero nella futura Piazza delle Tre Culture. Una nuova funzione che restituirebbe, dunque, a quel particolare luogo la sua storia, tramite un progetto di rigenerazione urbana che racchiude nella sua essenza una rinascita culturale di Catania, all’insegna dei principi di accoglienza, identità, convivenza pacifica, dove culto e cultura si uniscono per vincere il fondamentalismo e l’intolleranza.

IL PROGETTO

Il progetto di recupero prevede di aprire un varco verso oriente tra i 36 capannoni delle locomotive attualmente esistenti, disposti radialmente. Di questi, 12 verrebbero demoliti mentre i restanti 24 verrebbero accorpati e ristrutturati per formare i 6 edifici composti da 4 capannoni ciascuno e divisi in due corpi contrapposti. Gli ambienti destinati ai singoli istituti di cultura ospiteranno sale polifunzionali, sale per conferenza, biblioteche e uffici. 

Al centro della piazza, a pianta circolare, è prevista una scultura triangolare, simbolo delle tre religioni-culture ma anche della forma della Trinacria. Infine, due grandi querce e un ulivo, entrando da Piazza Europa, a preannunciare ai visitatori il tema della Piazza delle Tre Culture come luogo di pace e incontro.

A est degli edifici della piazza è prevista una “Bambinopoli”, con un giardino verde dedicato ai più piccoli di tutte le fedi ed etnie e, all’interno, un anfiteatro da 200 posti con un suggestivo proscenio sul mare.

A ispirare il progetto architettonico della Piazza delle Tre Culture, che nella dislocazione e nella forma degli edifici dalle avvolgenti facciate rimanda alla tradizione barocca siciliana, è stato il concetto del viaggio e della navigazione, con i sei edifici che compongono i due corpi simmetrici della Piazza-corte progettati per essere poggiati su una siepe di lava e verde, come a voler solcare le onde lungo il tragitto tra Piazza Europa e il mare Jonio attraversando la piazza. Un simbolismo visibile nella soluzione delle “navate-navi” e negli oblò che caratterizzano il prospetto degli edifici di culto, sormontati dalle tre “polene delle fedi”.

“Piazza delle Tre Culture” è infatti concepita come un monumento al dialogo interreligioso, alla memoria, ma anche un luogo d’incontro fra tutte le genti, di qualsiasi religione, nazionalità o estrazione sociale. Un “Bastione delle fedi” che nello spazio urbano recuperato ospiterebbe una chiesa, una moschea e una sinagoga, tutte vicine in una grande piazza esagonale completata specularmente dagli istituti di cultura delle tre grandi religioni monoteiste: israelitica, cristiana e islamica. Un’agorà simbolo di un “duplice abbraccio” rivolto ai cittadini: da una parte il rifugio religioso rappresentato dai tre luoghi di culto, dall’altro quello identitario e morale dei tre istituti di cultura contrapposti.

Due giovani artisti: uno, Giuseppe Vassallo, occidentale, palermitano, e una orientale, Demi Liu, di Pechino che esporranno le loro opere nella mostra a tema “La Via della Seta – da occidente ad oriente (e viceversa)”, mettendo a confronto i loro lavori artistici.
L’occasione di questo incontro è legata ai recenti avvenimenti che hanno portato agli onori della cronaca i rapporti tra Italia e Cina. Il luogo della mostra è quella della galleria “La Piana arte contemporanea”. L’evento è stato ideato, organizzato e curato da Massimo La Piana e sarà inaugurato domani, 13 aprile, alle 18, nelle sale espositive della Galleria La Piana Arte Contemporanea, in via Isidoro La Lumia 79, a Palermo.

I due artisti realizzano le loro opere, seguendo dettami estetici filtrati dalle rispettive culture di appartenenza ed arricchite dallo studio e dalle rispettive, individuali, esperienze di vita. Entrambi, comunque, hanno completato la loro formazione all’accademia di Belle arti di Palermo e prediligono una matrice estetica  figurativa.

Possono, senza alcun timore, essere definiti dei virtuosi del disegno: le opere di Demi Liu’ (più grafiche) sono ricche di particolari da scoprire e ricercare, quelle di Vassallo (più pittoriche) sono caratterizzate da un tratto cristallino che si sviluppa in atmosfere cosmiche e fuori dal tempo.

Sarà esposta un’ampia selezione di disegni e acquerelli di Demi Liu (al suo esordio nella sua prima mostra nel circuito delle gallerie) e una decina di oli su tela appartenenti alla recente produzione di Giuseppe Vassallo.

Le opere di Vassallo provengono da una mostra istituzionale realizzata all’istituto Italiano di cultura  di Budapest a Novembre e sono inedite per l’Italia. Vassallo sviluppa la sua poetica attraverso una figurazione bicromatica (bianco, nero, seppia) estremamente particolareggiata, limpida, cristallina, ispirata da e ad immagini degli anni ’50, il cui realismo  viene arricchito  da inserimenti di pulviscolo cosmico su campiture astratte o più precisamente da nebulose di origine astrale. L’uomo è solo nel suo fare ma è indissolubilmente legato all’universo che lo circonda. Le comunità lo accolgono, lo respingono, lo assorbono, lo inducono nella tentazione di essere barca in mezzo al mare, ma ritrovando se stesso non può fare a meno di constatare il proprio senso di appartenenza al mondo, il suo essere animale sociale e la sua inevitabile partecipazione alle cose dell’universo.

Demi Liu è nata nel Beijing l’8 Ottobre del 1992 e ha terminato la sua formazione a Palermo nel 2018. Le sue opere sono caratterizzate da una straordinaria attitudine al disegno, ogni lavoro è costruito su soggetti  arricchiti da una moltitudine di dettagli estremamente curati. I soggetti sono declinati attraverso una giustapposizione di immagini, come da tradizione orientale, fluttuanti in sfondi di inchiostri diluiti ed ispirati o a paesaggi fantastici o al caos del mondo contemporaneo, dove architetture antiche e moderne convivono fianco a fianco senza una reale visione armoniosa. Le opere esposte sono inspirate a Palermo (città dove l’artista vive e lavora) e costituiscono il racconto della visione di una donna orientale che guarda alla città non da turista ma da abitante integrata, conscia delle proprie origini culturali, attratta dalle mille contraddizioni panormite.

“L’arte dona a tutti la possibilità di guardare il mondo con gli occhi di chi ha un punto di vista  o una cultura antropologica differente dalla nostra – sottolinea il curatore della mostra Massimo La Piana e ci permette di allargare i nostri orizzonti, di migliorare, di diventare cittadini del mondo senza doverlo  fisicamente traversare”.

L’esposizione sarà visitabile, con ingresso libero, fino al 4 maggio 2019, tutti i giorni, festivi e mercoledì mattina esclusi, dalle 10.30 alle 13 e dalle 17 alle 20.

Non solo libri, divisi per generi letterari e aree tematiche, ma anche una grande area ludico-didattica interamente dedicata ai bimbi e ai giovani lettori, dove si svolgeranno laboratori di lettura, racconti di fiabe e iniziative interattive dedicate a scuole e associazioni della città.

A Sanlorenzo Mercato nasce il nuovo Mondadori Bookstore. Da martedì 16 aprile, una grande libreria di ultima generazione con tanti servizi integrati e l’accesso allo sterminato catalogo editoriale di oltre 11 milioni di titoli, tra libri, film, musica e tanto altro. Accanto alle golosità delle botteghe, nasce quindi una nuova area di 150 metri quadrati, all’ingresso del Mercato, in cui si potranno trovare grandi classici della letteratura, i romanzi di ultima uscita, ma anche gialli, saggi e libri per l’infanzia. Si tratta della prima grande libreria nella zona ovest di Palermo, con un marchio leader della grande distribuzione nazionale.

La nuova libreria Mondadori a Sanlorenzo Mercato di Palermo

E anche “Alunni in libreria”, il programma di incontri rivolto alle classi delle scuole materne, elementari e medie con laboratori a carattere creativo ed educativo, sviluppati con il contributo di psicologi e specialisti di didattica. Si potranno anche ordinare e acquistare i libri di scuola, oltre alla cartoleria, i gadget, l’oggettistica di grandi marchi e le prevendite di concerti e spettacoli grazie al servizio biglietteria.

La nuova libreria diventa anche teatro di un fitto calendario di eventi speciali e ospiti dal mondo dello spettacolo, della musica e della letteratura, con presentazioni e anteprime di libri e dischi, ma anche con i firma-copie e gli “instore” dei personaggi più amati del momento.

Calendario degli appuntamenti. Si comincia il 9 maggio con lo scrittore Luca Bianchini che presenterà il suo ultimo libro “So che un giorno tornerai” (Mondadori). L’autore, che ha scritto anche il bestseller “io che amo solo te” è anche conduttore su Rai Radiodue. Quello con Bianchini è il primo incontro della nuova serie “Aperitivi d’autore”, che unisce le novità in uscita presentate direttamente dagli autori alle golosità delle botteghe del Mercato in degustazione. Il 16 maggio, invece, arriva Frankie Hi NRG MC: con il suo primo libro “Faccio la mia cosa”, in uscita il 30 aprile sempre per Mondadori, Il pioniere del rap italiano racconta per la prima volta la sua storia e quella della musica che più ha rivoluzionato la scena mondiale negli ultimi quarant’anni. Ma ci sarà spazio anche per i progetti musicali del territorio, grazie all’interlocuzione con i più attivi operatori culturali della città. Tra questi Indigo e 800A Records, che porteranno a Sanlorenzo Mercato presentazioni e showcase di artisti come Alessio BondìFabrizio CammarataPaola Russo e tanti altri.

Uno spazio del nuovo Bookstore Mondadori a Palermo

La nuova libreria nasce grazie alla sinergia tra Sanlorenzo Mercato e i librai Maurizio Iacona, responsabile precedentemente della Mondadori di via Ruggero Settimo e Giuseppe Flaccovio, titolare della Flaccovio Mondadori Store al Centro Commerciale Forum. Dalla loro esperienza e con il progetto architettonico realizzato in collaborazione con Sanlorenzo Mercato, nasce quindi uno spazio che si integra perfettamente nell’atmosfera del Mercato: originali scaffali in legno realizzati in modo artigianale, insegne e arredamenti che richiamano i materiali grezzi che già compongono l’identità del luogo, ma anche collegamento diretto con la grande rete di distribuzione del primo gruppo editoriale italiano, tra i leader in Europa.

Un progetto che coinvolge 14 giovani liceali palermitani selezionati tra i più meritevoli da Intercultura. I ragazzi sono stati scelti non solo attraverso criteri di valutazione del rendimento scolastico, ma anche dopo aver superato alcuni test attitudinali, poiché il periodo che li porterà lontani da casa, impone un carattere forte e determinato, per poter affrontare le molte difficoltà con cui dovranno confrontarsi, prima tra tutte la lingua straniera.

Le mete di destinazione sono il Brasile, l’Irlanda, l’Ungheria, l’Austria, l’Argentina, la Russia e gli Stati Uniti, grazie a borse di studio finanziate da Intercultura, ma anche da numerosi sponsor. Là frequenteranno, per un periodo che potrà variare da 1 a 12 mesi, le scuole locali e saranno ospitati da famiglie del luogo, per un’esperienza irripetibile sia dal punto di vista culturale che umano.

Inoltre, è previsto, sabato 13 aprile, alle 17, alla Libreria Paoline di corso Vittorio Emanuele, un incontro con i ragazzi che parteciperanno ad una sorta di festa di saluto a cui, oltre a genitori e insegnanti, saranno presenti anche il Questore di Palermo Renato Cortese, il presidente del Centro locale di Palermo Pietro La Corte e la responsabile di Sicilia e Calabria sud di Intercultura, Mila Montanaro, mentre a moderare l’incontro sarà la giornalista suor Fernanda Di Monte.

Studenti di varie nazioni

Sempre sabato, a conclusione dell’evento, si svolgerà la “Cerimonia della bandiera” e gli studenti scriveranno sul tricolore la celebre frase di Giovanni Falcone: “Gli uomini passano, le idee restano”. A loro il compito di sfatare i pregiudizi che spesso accompagnano all’estero la visione della Sicilia. Tra i ragazzi intanto l’entusiasmo cresce e magari qualcuno sogna già una carriera da astronauta come Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti che hanno potuto raggiungere i loro ambiziosi obiettivi anche grazie al periodo di formazione negli Usa, organizzato da Intercultura.

Lo storico Mercato delle Pulci di Palermo compie 70 anni. Luogo magico dove palermitani e turisti possono trovare oggetti antichi e tutto ciò che le soffitte delle nonne portano alla luce. La neonata associazione “Mercato delle Pulci”, che ha aperto anche una pagina facebook, ha promosso l’iniziativa, “Pulci Pop Market”, che si svolgerà sabato 30 marzo, dalle 10 alle 22, a piazza Domenico Peranni 2. Musica, arte, spettacoli, laboratori per grandi e piccini, animeranno l’antico bazar di Palermo.

Il Mercato delle Pulci di Palermo

Scopo del progetto è quello scopo di rilanciare lo storico mercato e di ricordare ai palermitani che ancora esiste quel mercato che ha visto tra i suoi avventori e clienti Enzo Sellerio e tantissimi appassionati di antiquariato di tutto il mondo.

Bottega del Mercato delle Pulci

Tutelare il patrimonio culturale che rappresenta il Mercato delle Pulci, l’antica piazza commerciale dietro la Cattedrale di Palermo, significa non solo valorizzazione il percorso Arabo Normanno, ma ridare luce a un luogo di Palermo che racconta come l’arte di arrangiarsi abbia dato origine negli anni sessanta alla passione per l’antiquariato, mutando il clima culturale di un’intera regione. Segue il video che illustra le botteghe del Mercato.

VediPalermo – Pulci Pop Market

"Un museo a cielo aperto, un posto magico"Venite, ammirate quello che abbiamo, sabato 30 marzo, dalle 10 alle 22, Pulci Pop Market – La festa del Mercato delle Pulci di Palermo: lo storico Mercato delle Pulci accoglierà tutta la città e i turisti con una grande festa. Musica, arte, spettacoli, laboratori per grandi e piccini, animeranno l'antico Bazar di Palermo.__Video VediPalermo

Gepostet von Mercato delle Pulci – Palermo am Montag, 25. März 2019

Sono molti gli obiettivi dell’associazione: mostre tematiche, l’inserimento di piazza Domenico Peranni nell’offerta turistica del capoluogo siciliano e il ripristino delle antiche strutture, celebri  per essere state innalzate addosso ai tronchi degli alberi di Ippocastano e di Ficus, tutt’ora presenti all’interno delle botteghe, come strutture portanti e come parte di arredamento suggestivo del luogo.

Libri storici al Mercato delle Pulci

Durante la giornata di sabato 30 marzo tutte le storiche botteghe saranno aperte al pubblico dalla mattina e fino alle 22. Non resta, dunque, che ritagliarsi uno spazio di tempo per visitare questo luogo così suggestivo e per certi versi “incantato”.

Questo il programma dell’evento:

Ore 11: inaugurazione ‘Pulci Pop Market’;

Dalle 11 alle 22: esposizione artigianato e animazioni;

Dalle 11 alle 17: laboratori per bambini;

Ore 12: Instawalk con la community di IgersPalermo;

Dalle 12 alle 13: Concerto dei Blue Moon (World Music);

Dalle 16 alle 18. Itinerario turistico ‘Sul Papireto: Templi normanni, Borremans e il Mercato delle Pulci’ con Terradamare (su prenotazione);

Dalle 18 alle 20: Arte migrante (cerchio di condivisioni artistiche);

Dalle 20 alle 22: Concerto Arci Tavola Tonda (ballate).