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“Alla fine il sindaco Orlando è stato costretto dalla magistratura a fare quello che lui non è stato in grado di fare come amministratore della città: Sgombrare il campo nomadi per dare dignità ai rom, ma per dare anche tranquillità a tutti i cittadini che vivono in quella zona”. E’ il consigliere comunale Igor Gelarda, new entry della Lega, a Sala delle Lapidi, ad intervenire sulla vicenda dello sgombero del campo Rom della Favorita.

“Si parla di un progetto PON e di un affidamento, anche in deroga, di beni confiscati alla mafia – aggiunge Gelarda – per risistemare le famiglie rom che usciranno dal campo. Tutto questo sarebbe positivo se non fosse che ci sono anche migliaia di cittadini palermitani, che speriamo abbiano gli stessi diritti dei rom, che vivono in situazione di povertà e di emergenza abitativa. Allora va bene l’accompagnamento passo per passo per rendere autonome queste famiglie, ma che non si facciano cose che pongano gli altri cittadini palermitani in secondo piano”.

Infine, l’esponente leghista ha sottolineato che “l’utilizzo dei beni confiscati alla mafia deve riguardare tutti coloro che hanno emergenze abitative, e deve comportare una graduatoria giusta e che non metta in secondo piano coloro che non provengono dal campo. Nei prossimi giorni, con una interrogazione consiliare, chiederò se anche per i palermitani, che vivono il problema dell’emergenza abitativa, sia stata mai fatta un’ordinanza così perentoria e così precisa”.

“Sulla visita del segretario del Pd Martina a Palermo, nè il partito democratico, nè il gruppo dei consiglieri del Pd palermitano è stato avvertito”. Dure le parole del consigliere comunale di Palermo, Rosario Arcoleo (Pd), area Cracolici, che stigmatizza il gesto “istituzionalmente scorretto” del segretario regionale siciliano dei Democratici, Fausto Raciti.

“Mi pare un comportamento alquanto lontano dai discorsi di unità che, il segretario appena eletto, ha lanciato le scorse settimane. Le colpe naturalmente sono da imputare in larga parte alla segreteria regionale che non ha avuto il dovuto rispetto istituzionale. Si predica bene ma si razzola male”.

E infine ha aggiunto: “Una segretaria che, dalle famose dimissioni post politiche e dalla debacle elettorale avute in Sicilia ad oggi, deve necessariamente rivolgersi a chi l’ha visto. Il Pd così non va da nessuna parte. Bisogna davvero ripartire dalla base e un evento come quello che vede il segretario nazionale del partito democratico a Palermo, non può passare in maniera marginale. Ho visto foto allo Zen con non più di 15 persone al seguito. O questo PD cambia o siamo davvero alla frutta”.

Continua, dunque, lo scontro tutto interno tra l’area Cracolici e i renziani. Già nei mesi scorsi si era consumata una frattura nel gruppo consiliare a Sala delle Lapidi che aveva portato ad una serie di dichiarazioni tra lo stesso Arcoleo e il capogruppo Dario Chinnici (area Faraone), poi smentite dallo stesso consigliere comunale di Cracolici. Oggi l’attacco al cuore del partito siciliano che, di fatto, mette nero su bianco, come il partito democratico sia in seria difficoltà ed affanno, non solo di consensi, ma anche sulla linea politica.

La replica della segreteria regionale: “In merito alle polemiche sollevate da due consiglieri comunali del Pd la segreteria regionale precisa che il dipartimento organizzazione nazionale ha tempestivamente informato della presenza e del percorso palermitano di Maurizio Martina il segretario provinciale di Palermo e i deputati nazionali. Comprendiamo le difficoltà del partito palermitano che, come noi si trova con la sede chiusa e senza dipendenti. Tuttavia le polemiche sollevate dai due consiglieri ci sembrano fuori luogo in una giornata come questa. Noi alla rissa ci sottraiamo”.

E con un tweet anche il capogruppo in consiglio comunale di Palermo del Pd, Dario Chinnici, dà il proprio sostegno al segretario nazionale dei democratici Maurizio Martina, in visita oggi a Palermo. ​

Nelle scorse settimane il consigliere comunale di Palermo del M5S e poi approdato al gruppo misto, Igor Gelarda, aveva consumato la rottura con il gruppo consiliare dei cinquestelle a Palazzo delle Aquile. Una polemica che ormai durava da mesi, soprattutto in tema di immigrazione. Adesso l’annuncio, con un post su facebook,  sebbene “celato” da un incontro che si svolgerà la prossima settimana tra lui, il segretario della Lega, Matteo Salvini e il commissario regionale del partito in Sicilia, Stefano Candiani. Ovviamente i giochi sono fatti e la Lega continua il  “reclutamento” di politici, anche in Sicilia, in un’emorragia che fa presumere, specialmente al Comune di Palermo, il passaggio di altri nomi eccellenti nel partito del ministro dell’Interno.

Tra presunte mozioni di sfiducia e dichiarazioni che descrivono il Comune di Palermo, come un ente ormai prossimo al fallimento, le forze politiche, soprattutto quelle di minoranza, sedute sugli scranni di Sala delle Lapidi, hanno “forse” dimenticato che basterebbe un gesto semplice: le dimissioni in massa per mandare tutti a casa. Ma il culto della seggiola è sempre là, che bussa alle proprie tasche, e fa sì che la razionalità abbia sempre il sopravvento sull’incoscienza.

Sì, perchè a volte bisognerebbe avere più coraggio delle parole. Tante parole, troppe parole, seppure legittimate dall’evidenza dei fatti. Che Palazzo delle Aquile attraversi un tunnel quasi privo di luce è un fatto inopinabile. E’ inutile ripetere e ripetersi. Su queste pagine abbiamo scritto della gravissima crisi finanziaria che attraversa: dalle aziende partecipate al fallimento ai rilievi del Mef; dalla relazione della Corte dei Conti ai tanti buchi neri, non ultimo quello dei 35 milioni che i vigili urbani ancora aspettano di vedere per i servizi svolti per strada.

Ma non è più sopportabile questo continuo stillicidio, seppure nell’esercizio democratico del ruolo che si ha quando si fa opposizione. In fondo in politica piaccia o non piaccia a vincere sono sempre i numeri. Quindi cari consiglieri se volete davvero compiere un gesto “politicamente nobile”, non pensate più a presentare mozioni in cui sareste sonoramente battuti, o a fare sermoni che sono il solito refrain stonato, ma dimettetevi in massa, se ne avete il coraggio di cui sopra.

Sappiamo bene che questo non accadrà mai, perchè staccare la spina, avendo ancora quattro anni di ossigeno, è come un delitto al quale trovare un alibi sarebbe impossibile. Noi, comunque, rimaniamo fiduciosi che il miracolo possa avvenire, ma almeno fatelo dopo il Festino perchè la “Santuzza” ha altre cose a cui pensare.

 

 

Ieri, Leoluca Orlando aveva attaccato Matteo Salvini definendolo “ossessionato” dai migranti: “Con la circolare inviata a tutte le Prefetture aveva detto il primo cittadino di Palermo  – appare sempre più chiaro il disegno dell’attuale ministro dell’Interno, che non soltanto è sempre più ossessionato, a livelli patologici, dall’idea che l’Italia sia una realtà interculturale, ma sempre più chiaramente appare indirizzato a tollerare se non addirittura ad agevolare nei fatti le cosche, la criminalità e quanti, nella presenza di cittadini migranti non regolari, vedono un’opportunità di arricchimento illecito”.

Il documento fatto  recapitare ai Prefetti e ai presidenti delle Commissioni riguarda il riconoscimento della protezione internazionale. Salvini, nella qualità di ministro dell’Interno ha chiesto, infatti, una velocizzazione nell’esame delle istanze e una stretta sulla concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari.  Da qui la polemica è servita. E oggi la pronta risposta di Matteo Salvini che su twitter ha scritto di voler “querelare il sindaco di Palermo”.

E non si è fatta attendere la replica di Orlando che sul social network ha detto: “Attendo la querela. Sarà un’occasione perché un giudice penale valuti la mia denuncia”. 

 

Sembra essere davvero una situazione “border line”, quella che vedrebbe l’Amat ad un passo dal fallimento. E dopo la denuncia di alcuni esponenti della minoranza in consiglio comunale, questa volta ad intervenire è Fabrizio Ferrandelli, leader dell’opposizione  a Palazzo delle Aquile.

“In una nota giunta stamattina all’Amat, si certifica una crisi strutturale irreversibile. Infatti dice Ferrandelliil settore delle società partecipate del Comune ha diffidato e messo in mora per 18.694.109 di euro l’azienda di trasporto pubblico della città, aggiungendo ai 6,4 mln di perdita dell’esercizio 2017 e alla vicenda ancora in ballo sui crediti e la perdita di 9 mln sul tram”.

Il messaggio è chiaro. L’ex candidato alla poltrona di primo cittadino, che sfidò un anno fa Orlando alle comunali del 2017, le manda a dire al suo avversario senza se e senza ma, come avevamo già ampiamente scritto sulle pagine di BloggadoSicilia. 

Secondo Ferrandelli “il rischio fallimento è sempre più reale, in quanto queste somme sono state già erogate e la società, per restituirle, dovrebbe averne disponibilità tra la liquidità. Cosa che dalle nostre evidenze non c’è. La situazione è peggiore di quanto da noi denunciato. Il presidente di Amat si è dimesso, l’azienda è al centro di una spartizione politica e non di un dibattito circa il risanamento ed il Sindaco favoleggia di altre linee del tram da realizzare”.

Infine, Ferrandelli ha chiesto la convocazione urgente del consiglio comunale e ribadito che “l‘amministrazione deve venire in aula per un confronto aperto e chiaro sul futuro dell’azienda. Siamo indignati che il nostro richiamo alle responsabilità, nel corso di questi mesi, non soltanto non sia stato ascoltato, ma perfino minimizzato”.

E intanto si aspetta la nomina del nuovo presidente dell’azienda, dopo le dimissioni di Antonio Gristina, che dovrà tentare di individuare quelle soluzioni che possano far sopravvivere un malato che sembra essere, purtroppo, in fase terminale.

Un assist al sindaco Orlando, quello del gruppo consiliare “Sinistra Comune” di Palermo, con il quale “si esprime soddisfazione per la decisione del primo cittadino di aprire una nuova fase politica per la città,  operando scelte  in modo collegiale e con il coinvolgimento delle forze politiche che lo hanno sostenuto”.
Un chiaro messaggio che, oltre alla condivisione politica sul metodo, ha come obiettivo reale, quello di  sollecitare Orlando per ottenere un ruolo all’interno dell’amministrazione comunale da parte di  Sinistra Comune. Tanto per capirci un posto nella giunta Orlando. Una strategia che, nell’imminente (almeno sembra così) operazione di rimpasto della giunta comunale, vede in pole position Giusto Catania, capogruppo consiliare di Sinistra Comune ed ex assessore alla mobilità di Orlando.
“Siamo certi – dicono i consiglieri consiliari di SC – che ciò avverrà allo scopo di rimettere al centro progettualità per trasformare Palermo. Questo metodo di lavoro dovrà essere valido non solo per il rinnovo dei vertici delle aziende  partecipate, ma anche per la nuova composizione  della giunta“. E proprio su BloggandoSicilia avevamo parlato delle mosse politiche del gruppo consiliare SC, che di fatto aveva rivendicato uno spazio nell’amministrazione attiva del Sindaco.
“Come ribadito, anche, nel corso dell’assemblea pubblica organizzata a maggio continua la notaquesto è un passaggio di fondamentale importanza e va consumato nel più breve tempo possibile. La visione della città e le sue esigenze hanno ben poco a che vedere con la spartizione di poltrone da ‘manuale Cencelli’ che qualcuno vorrebbe pretestuosamente intravedere”. 
E, infine, l’appello al Sindaco: “Confidiamo nella autonomia del primo cittadino e nella sua capacità di guidare la nuova fase  politica. Siamo sicuri che tutte le scelte saranno corrispondenti ai reali bisogni della città e risponderanno a criteri di autorevolezza professionale e ad indubbie qualità politiche”.
Adesso non resta che aspettare, oltre alle nomine dei presidenti delle partecipate, la lista degli assessori e vedere se questo lavoro di “pragmatismo politico” e di lenta cottura, avrà sortito gli esiti aspettati o innescherà altre micce per un’amministrazione che di problemi da risolvere ne ha fin troppi.

Una lettera ai dipendenti Amat per dire che soldi per gli stipendi non ce ne sono. L’ha inviata l’ex presidente dell’azienda di via Roccazzo, Antonio Gristina. Dunque, per la fine del mese i lavoratori non potranno ricevere lo stipendio, e nella missiva si legge chiaramente che “in attesa dell’erogazione delle somme, è necessario assicurare il regolare svolgimento di tutte le attività aziendali”. Come dire: l’ordine è lavorare gratis!

E su questa vicenda interviene la consigliera comunale Sabrina Figuccia (Udc): “Mentre i palermitani sono costretti alle fermate ad attese eterne sotto il caldo prima di poter prendere il bus, il sindaco Orlando cosa fa? Gioca con le figurine dei candidati a presidenti con l’unico scopo di accontentare un pò i partiti di “destra” e un pò quelli di sinistra, per cercare di tenere a galla la sua maggioranza”. 

“La sensazione – continua la Figuccia – è quella che prima di competenza e professionalità vengono sempre fedeltà e appartenenza ad una parte politica e a farne le spese sono però sempre cittadini e lavoratori. Insomma, a Palazzo delle Aquile va in scena la solita divisione delle poltrone, mentre quasi tutte le aziende comunali sono piene di debiti e i palermitani costretti a fare i conti con servizi inefficienti di una delle principali città europee”.

Una situazione  sempre più complicata, quella delle aziende, sia a livello politico che di tenuta finanziaria, anche se il sindaco Orlando, ne  abbiamo parlato su BloggandoSicilia, aveva rassicurato in consiglio comunale, parlando di “conti messi in sicurezza”. 

Adesso però la patata bollente passerà al nuovo presidente dell’Amat, essendo ormai Gristina un dimissionario, che dai giochi ad incastro dovrebbe essere in quota “Sicilia Futura” e più precisamente al nome di Domenico Macchiarella, ex consigliere di circoscrizione e vicinissimo al deputato regionale Edy Tamajo. Quindi non resta che aspettare questa new entry e sperare, nell’attesa, che i soldi per gli stipendi non siano come le lettere ordinarie: talvolta mai pervenute.

E’ caos sul versante stabilizzazione dei dipendenti comunali a tempo determinato e dei precari in servizio al Comune di Palermo. A denunciare lo stallo è la consigliera comunale dell’Udc, Sabrina Figuccia, che parla anche del caso delle indennità  corrisposte negli ultimi anni e che, adesso, l’Amministrazione vorrebbe restituite e quelle dovute ai vigili urbani non riconosciute negli ultimi anni. 

Di ciò si doveva discutere durante la conferenza dei capigruppo, alla quale erano stati invitati anche l’assessore al Bilancio, Antonino Gentile e il ragioniere generale, Paolo Basile, che hanno “dato forfait senza uno straccio di giustificazione – aggiunge la Figuccia -. L’unico rappresentante dell’Amministrazione presente era l’assessore al Personale, Gaspare Nicotri che, per sua stessa ammissione, viaggia da solo e a fari spenti, lasciando nell’incertezza, ma soprattutto nel panico, centinaia di dipendenti comunali, che non hanno sanno cosa sarà del proprio futuro, messo in discussione dal più recente orientamento della Ragioneria generale dello Stato”.

“Gentile e Basile continuano a snobbare il consiglio comunale. L’ennesima occasione persa per colpa di chi dovrebbe fare salti mortali per assicurare centinaia di famiglie palermitane, ma soprattutto garantire servizi essenziali a tutti i palermitani, come quelli svolti dai vigili urbani, dagli operatori scolastici o da chi lavora negli impianti sportivi”.

E alla fine la stoccata contro il sindaco Orlando che, a dire della consigliera Udc, “preferisce partecipare all’ennesima passerella all’estero, invece di garantire i servizi a tutta la città, alle prese con mille croniche emergenze”.

 

Diventa sempre più profonda la spaccatura all’interno del gruppo consiliare del M5S, a Palazzo delle Aquile. Il consigliere Igor Gelarda, con un post su Fb, parla di “parole imbarazzanti del capogruppo, Ugo Forello, che oggi in una dichiarazione sta “cercando di dettare la linea politica al nostro leader regionale Giancarlo Cancelleri”. Il riferimento è alla dichiarazione di Forello, sempre su facebook in cui lancia un appello allo stesso Cancelleri in tema di porti chiusi:  “Caro Giancarlo, non cadere anche tu nel tranello leghista. Il fatto che l’Italia abbia dimostrato di essere capace di grande accoglienza, non legittima oggi a divenire insensibili o spietati con i migranti che si trovano ‘sequestrati’ in mezzo al Mare Mediterraneo”. 

“In realtà continua Gelardasembra che Forello si voglia direttamente sostituire a Di Maio, A Palermo alcuni tra i miei colleghi che si richiamano alla cosiddetta ‘Sinistra’, prima in modo informale e adesso sempre più palesemente, contestano la linea politica nazionale che trova la sua sintesi in Luigi Di Maio”.

“Ricordo che, a fine campagna elettorale delle comunali il candidato sindaco Forello, fu contestato dall’assemblea di attivisti, delusi da molti atteggiamenti del nostro candidato sindaco. A quelle contestazioni, purtroppo, non seguì un momento di confronto ulteriore, semplicemente non furono più convocate riunioni cittadine. E quello che è accaduto, negli ultimi mesi, è il frutto di un mancato coinvolgimento della base”.

“Credo che la misura sia colma e come ho già detto, chi non ha in animo di stare nel Movimento cinquestelle, può tranquillamente e liberamente andare nel PD. Non ne sentiremo particolare mancanza. Con questo comportamento – conclude il post – il gruppo Forello si sta muovendo come i politici della vecchia politica, che ritengono di potere contraddire il volere degli elettori e del popolo. E cosi facendo si stanno di fatto ponendo al di fuori del movimento 5 stelle, lontani dal sogno di Gianroberto di una Italia governata dai cittadini, e sempre più vicini a quella politica che io ho sempre disprezzato, pronta a predicare bene e razzolare male e sui giornali”. Gelarda ha anche annunciato che, domani pomeriggio, si terrà un’assemblea cittadina alla quale “sono invitati a partecipare gli attivisti e  tutti coloro che hanno a cuore il M5S.

Si consuma, quindi, un ulteriore strappo tra i pentastellati comunali che, nelle scorse settimane, aveva già preso corpo, con l’esclusione dello stesso Gelarda sia dalle dichiarazioni ufficiali dei cinquestelle a Sala delle Lapidi, che dalle riunioni di gruppo. Adesso dovremo capire se questa battaglia finirà sui tavoli romani o rimarrà una “gatta da pelare” solo per i vertici regionali pentastellati, o sarà soltanto una “bolla di sapone”.