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Il sindaco Orlando parla chiaro: “Nè una ragazzata, né un atto di vandalismo, ma un’azione studiata e preparata con cura da qualcuno intenzionato a fare il massimo danno possibile alla scuola e a trarne il massimo profitto. Anche per questo, per manifestare la mia vicinanza alla scuola, ai suoi dirigenti e ai ragazzi e le famiglie del quartiere, ho voluto essere presente mentre gli operai del Coime hanno iniziato i lavori di riparazione più urgenti”.

Questa mattina, infatti, Orlando è andato alla scuola “Pertini” di via Pecori Giraldi, che ieri è stata devastata e danneggiata, assieme al Questore, e alla dirigente scolastica della struttura, Antonella Di Bartolo.

“Nessuno può pensare che questa scuola tornerà ad essere ciò che era otto anni fa – ha aggiunto il primo cittadino – quando per colpa dell’abbandono qualcuno proponeva di abbatterla. La scuola è per lo Sperone un presidio di socialità, cultura e cittadinanza attiva, uno dei luoghi vivi e vitali che in questi anni è stata motore di un profondo cambiamento che ha coinvolto i ragazzi, le famiglie e le istituzioni. Anche per questo, la presenza del Questore oggi è un importante segnale di vicinanza e condivisione, che va certamente oltre i ruolo di pubblica sicurezza, ma conferma un legame forte fra legalità, cultura e sviluppo”.

Così come annunciato dallo stesso sindaco Orlando, questa mattina alla “Pertini” si sono recati una decina di lavoratori del Coime che, assieme ai fabbri, hanno iniziato i lavori di priorità con la riparazione delle porte blindate, delle finestre e delle serrande e che hanno, anche, interessato il rifacimento delle opere murarie.

La SISPI, la società che gestisce il sistema informatico del Comune di Palermo, si è attivata per l’assemblaggio di alcune postazione informatiche che saranno installate, una volta ripristinate le dotazioni di sicurezza della scuola per supportarne ogni attività.

(fonte foto scuola corrieredelmezzogiorno)

I cittadini di Palermo potranno ritornare a far visitare ai proprio defunti dal 4 maggio prossimi. Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha disposto, infatti, l’apertura dei cimiteri comunali, a partire da lunedì prossimo e sino a nuova disposizione, in applicazione a quanto previsto all’ordinanza del presidente della Regione siciliana, Musumeci.

Il Comune si era già preparato a questa riapertura graduale e contingentata – afferma il Sindaco – , e alla luce delle decisioni assunte a livello nazionale e regionale, dà ai cittadini la possibilità di tornare a fare visita ai propri cari defunti. Lo faremo con gradualità, chiedendo a tutti il rigido rispetto di norme di prevenzione e precauzione perché questo momento di grande intensità affettiva ed emotiva non sia fonte di pericolo per chi visita il cimitero e per i loro cari”.

Gli accessi delle persone saranno contingentati e consentiti attraverso prenotazione on line sul sito del Comune da eseguirsi su 3 fasce orarie, per tutti i giorni della settimana:

8,00/10,00
10,00/12,00
12,00/14,00

Il servizio di prenotazione online,  fanno sapere dalla Sispi, la società che gestisce il servizio informatico de Comune, sarà disponibile all’indirizzo https://servizionline.comune.palermo.it, raggiungibile anche dalla Home page del sito istituzionale della Città di Palermo, nel corso della giornata di domani.

La prenotazione per i cimiteri potrà essere fatta, sempre a partire da domani, anche tramite whatsapp unicamente fra le 10.00 e le 12.30 al numero 3488727800. Accessi contingentati e consentiti anche per le persone che si recheranno in chiesa per le messe di suffragio ovvero per i funerali (in numero massimo di 15 unità) e per coloro che (in numero massimo di 2/3, in presenza di congiunto sofferente) dovranno presenziare a programmate operazioni di tumulazione, inumazione, raccolta resti e cremazione. In ogni fascia oraria dovrà essere consentito un massimo di:

150 utenti al Cimitero dei Rotoli
40 utenti   al Cimitero Santa Maria di Gesù
40 utenti al Cimitero Cappuccini.

I visitatori, dovranno utilizzare adeguate protezioni delle vie respiratorie. L’ingresso alle auto per soggetti in possesso di tagliando disabili potrà essere consentito, per ciascuna fascia oraria, a 10 auto per il cimitero Rotoli5 auto per il cimitero Santa Maria di Gesù.  Al cimitero Cappuccini non entrano auto. Ogni prenotazione potrà essere effettuata per un massimo di 4 componenti; in ogni caso non si potrà superare il limite sopra indicato per ciascuna struttura.

Nella prenotazione dovrà essere indicato se si tratta di soggetto che ha diritto ad entrare con il proprio mezzo al cimitero. Al fine di assicurare adeguate misure organizzative, viene disposto, inoltre, che la struttura comunale del COIME, dove necessita, in raccordo con il Cantiere Comunale, posizionerà un numero adeguato di transenne all’esterno dei cimiteri al fine di consentire, all’occorrenza, un appropriato percorso obbligato per i visitatori mantenendo una adeguata distanza interpersonale; i portieri assegnati all’ingresso, verificheranno l’esistenza della prenotazione da remoto con gli elenchi forniti da Sispi; agli stessi deve essere indicato un recapito telefonico per segnalare emergenze, assembramenti e comportamenti non consoni alla mitigazione del rischio di contagio.

La Polizia Municipale assicurerà la presenza in tutti i siti di pattuglie della. P.M. e, compatibilmente con altri servizi d’istituto, la sorveglianza interna dei cimiteri con l’ausilio dei droni in dotazione, e ciò al fine di monitorare il rispetto del divieto di assembramento anche all’interno dei cimiteri. La Protezione Civile predisporrà un servizio interno di controllo con i mezzi in dotazione, e ciò in considerazione dell’estensione dei siti.

(fonte foto Giornale di Sicilia)

Sembra non esserci “pace” per l’Amat, l’azienda di trasporto cittadino che, ad oggi, non ha ancora corrisposto, ai propri dipendenti, lo stipendio di aprile. In una lettera inviata al prefetto di Palermo, Antonella De Miro, i lavoratori denunciano la grave situazione dell’azienda che li ha lasciati, proprio in occasione della festa del Primo Maggio, senza emolumenti.

Tutto ciò, a quanto pare, soltanto per un problema burocratico di cui non si capisce il motivo. “Il 14 aprile scorso – scrivono i dipendenti nella lettera – è stata accreditata dalla Regione siciliana al Comune di Palermo, la somma di 9 milioni e 400 mila euro, relativa ai chilometri effettuati nel primo trimestre dell’anno. Ad oggi, invece, il Comune non ha stornato le somme all’Amat, malgrado i dipendenti, con senso di responsabilità e abnegazione, continuano ad assicurare il servizio di trasporto pubblico”.

E poi pongono anche una domanda sibillina: “perchè il Comune non ha versato ancora queste somme e, soprattutto, quali sono i motivi a noi sconosciuti, perchè ciò non è avvenuto?”.

E volendo leggere in un’ipotetica sfera di cristallo, chissà se lo scontro politico tra il Sindaco Orlando e il Presidente dell’Amat, Michele Cimino abbia a che vedere con questa vicenda. Ovviamente le nostre sono solo “congetture” ma come diceva un politico della Prima Repubblica: “A parlare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina“.

Ricordiamo che nel marzo scorso Cimino, con una lettera indirizzata al Comune di Palermo, aveva messo in mora lo stesso Ente locale, chiedendo 120 milioni di euro per i servizi di car e bike sharing, delle zone blu, e di rimozione e non ultimi quelli relativi alle linee del tram. Una richiesta che aveva fatto sobbalzare il primo cittadino (diciamo “fuoco amico”) e, di fatto, incrinare i rapporti politici con l’uomo che, attualmente, guida la stessa Amat. Una vera e propria bomba ad orologeria che se innescata, avrebbe mandato, anzi potrebbe realisticamente mandate in tilt, i conti del Comune di Palermo.

E adesso la protesta dei dipendenti che si dichiarano “stanchi di questa situazione” e che rivolgono anche un appello al Presidente dell’Amat, “affinchè protesti energicamente dimostrando la propria buona fede, percorrendo l’unica strada che le rimane per riscattarsi”.

A questo punto non resta che attendere una risposta “ufficiale” che, sicuramente, non tarderà ad arrivare. E la Sibilla Cumana è avvisata.

La lettera dei dipendenti Amat

Da lunedì 6 aprile, alle famiglie senza reddito di Palermo, sarà possibile richiede i buoni previsti come da tabella.

“Abbiamo approvato ieri sera – si legge su un post pubblicato sul profilo ufficiale del sindaco di Palermo – gli importi dei contributi per assistenza alimentare urgente e le modalità di erogazione. In questa prima fase utilizzeremo i 5,1 milioni di euro che il Governo nazionale ha già trasferito a Palermo e poi utilizzeremo i fondi programmati dalla Regione. In base ai dati raccolti tramite la Centrale Unica nei giorni scorsi (già registrate 12.000 famiglie), si è deciso che il contributo sarà utilizzato per buoni da 60 a 150 euro settimanali per le famiglie senza reddito, da 30 a 120 per le famiglie con reddito fino a 400 € e da 0 a 90 euro per le famiglie con reddito fino a 560 euro. I buoni saranno utilizzabili fino alla fine di aprile. Le famiglie che non hanno ancora fatto richiesta potranno farla da lunedì 6″. Tutti i dettagli si possono trovare cliccando qui il sito della Protezione civile.

In questi giorni questa installazione aveva “destato” qualche perplessità sul suo valore intrinseco e alcuni cittadini avevano chiesto numi per capire di che cosa si trattasse. Anche il consigliere comunale di Palermo, Fabrizio Ferrandelli, con il video che segue, aveva annunciato la presentazione di un’interrogazione per capire “quale fosse il senso logico di questa installazione” che si trova in piazza Magione a Palermo.

Adesso il sindaco Leoluca Orlando, con un post su facebook, ha annunciato con relativa foto, la vandalizzazione dell’opera affermando che trattasi di “un’opera d’arte contemporanea allestita in Piazza Magione in occasione della Biennale Arcipelago Mediterraneo”.

“La promozione delle culture – continua Orlando nel post – ha permesso alla nostra città di scoprire se stessa, di emergere internazionalmente e di divenire un riferimento internazionale apprezzato da centinaia di migliaia di turisti ogni anno. Palermo si schiera e si schiererà sempre per la libertà di espressione artistica – conclude Orlando -. Condanniamo con forza l’accaduto frutto dell’inciviltà di alcuni e dello scarso rispetto che taluni hanno per la diversità e per la cultura, vero motore di cambiamento nella nostra città”.

Nel condividere pienamente le parole del Sindaco di fronte ad un atto vile sicuramente segno di inciviltà, al di là di quello che rappresenta o vuole rappresentare quest’opera, siamo certi che si riuscirà ad individuare chi ha commesso tale gesto. Però vorremmo anche legittimamente sapere (e questo per sgombrare il campo da malintesi) quanto sia costata alla comunità palermitana quest’opera che forse per la sua tutela, sarebbe bastata la collocazione di una telecamera. Ma questo forse è chiedere troppo.

“Stiamo presentando tutte le iniziative che Forza Italia mette in campo – dice il coordinatore cittadino di Palermo Andrea Mineo – per contrastare questo ennesimo governo nazionale non legittimato dal voto dei cittadini, che si è rivelato nemico delle imprese, degli enti locali e soprattutto delle famiglie. Un governo che penalizza fortemente il meridione. Un governo che ha l’intenzione di alzare ulteriormente le imposte dirette e indirette noncurante del fatto che quest’anno ben 65 mila imprese artigiane hanno chiuso bottega”.

Il lungo post è stato pubblicato sulla pagina facebook del coordinamento regionale siciliano di Forza Italia.

Oggi nella sala stampa di Palazzo dei Normanni alla presenza del presidente della Commissione Bilancio dell’Ars, Riccardo Savona, del consigliere comunale e coordinatore azzurro a Palermo, Andrea Mineo, del coordinatore provinciale di Trapani, Toni Scilla e del vice coordinatore di Forza Italia giovani di Palermo, Giovanni Tarantino, sono state presentate le proposte del partito in merito alla “manovra economica nazionale che aumenta l’oppressione fiscale a danno ulteriore delle regioni meridionali e della Sicilia oltre che la richiesta di modifica costituzionale per imporre un limite all’imposizione fiscale. Forza Italia è contraria a qualsiasi forma di tassazione patrimoniale e sugli immobili e si batterà per il taglio del cuneo fiscale a favore delle famiglie”.

“Per incentivare le imprese e rilanciare la crescita – si legge ancora nel post – è necessario ridurre il cuneo fiscale recuperando le risorse del fallimentare reddito di cittadinanza, che non ha prodotto neanche un solo posto di lavoro. Forza Italia sarà impegnata su tutto il territorio nazionale alla raccolta di firme per inserire nella nostra costituzione un tetto alla tassazione che rispetti il principio di progressività, ma che permetta a tutti di poter contribuire davvero in ragione delle proprie capacità prevedendo una tassazione che non superi un terzo dei propri guadagni sia per le famiglie che le imprese”.

“Ci batteremo – ha aggiunto Mineo – affinchè il tema del meridione ritorni al centro del dibattito politico nazionale e contro il folle meccanismo della spesa storica che penalizza fortemente le otto regioni del sud. Questo è quello che chiedono le categorie produttive, Confindustria, Ance, Coldiretti, Confcommercio e altri secondo cui è necessario che ci siano regole certe e non mutevoli e meno burocrazia. Ed è per questo che Forza Italia sarà al loro fianco e al fianco delle imprese, degli artigiani, delle famiglie e degli enti locali”.

Il fronte delle tanto discusse zone blu ritorna ad essere un tema caldo per l’amministrazione comunale di Palermo, che deve dimenarsi tra gli assetti politici della futura nuova giunta e i problemi dei rifiuti ormai al collasso. Ad attaccare il sindaco Leoluca Orlando, su questo versante, è la capogruppo del M5S a Sala delle Lapidi, Concetta Amella.

“L’Amat è pronta ad abbandonare la gestione tariffaria dei parcheggi nelle zone blu – afferma Amella – perché il comparto risulta in forte perdita, come ha fatto sapere l’amministratore unico, Michele Cimino. Gli introiti infatti, non hanno mai raggiunto gli importi immaginati nel piano di risanamento e, mentre i ricavi provengono soltanto dalla vendita delle schede parcheggio, il Comune, peraltro socio unico, impone il pagamento di Tosap e Tarsu sugli stalli di sosta”.

Dunque le dichiarazioni di Cimino farebbero intendere che l’azienda di trasporti cittadina non sarebbe più in grado di sopportare il peso economico delle zone blu e, quindi, pronta a mollare la cima nella gestione in quanto le entrate sarebbero inique a coprire il servizio.

“La mia preoccupazione però – aggiunge la capogruppo dei cinquestelle – riguarda il futuro del personale Amat che finora è stato assegnato alla zone blu. Propongo che questi lavoratori vengano utilizzati per aumentare i controlli sugli autobus al fine di impedire i viaggi a sbafo dei portoghesi, oppure come bigliettai a bordo dei mezzi pubblici; soluzione quest’ultima che avvantaggerebbe anche i passeggeri, spesso in difficoltà per la ricerca di un esercizio, in orari di chiusura dei negozi, in cui poter acquistare il tagliando”.

E infine la stoccata al primo cittadino. “Resta da chiedere al sindaco Orlando, considerando anche quest’ultima problematica sulle strisce blu, come l’Amat, da tempo in seria difficoltà economica, possa occuparsi dell’elefantiaca gestione delle nuove e superflue linee del tram”.

E’ un attacco durissimo quello del capogruppo al consiglio comunale di Palermo del M5S, Concella Amella, contro il sindaco Leoluca Orlando e, in particolare, nei confronti della dell’Amat, l’azienda partecipata del Comune che gestisce la mobilità a Palermo di bus e tram.

“Il vecchio travestito da nuovo, in pieno stile Orlando. L’Amat (vecchia o nuova che sia, poco importa) – dice Amella – ha chiuso il 2018 con una perdita di ben 6,8 milioni di euro, in gran parte imputabili alla costosa gestione del tram, e adesso pensa di rifarsi sulle spalle degli utenti, con l’ipotesi di aumentare anche il costo del biglietto dell’autobus da 1,40 a 1,50 euro”.

“Nessuna conferma sui tagliandi di viaggio integrati bus-tram e, come volevasi dimostrare – aggiunge l’esponente del M5S – non sono più previsti neanche i controlli a bordo. Come se non bastasse si prospetta l’arrivo di una stangata per le soste nelle zone blu. Gli incassi per le soste a pagamento infatti, non hanno mai raggiunto la prevista quota 30 milioni, attestandosi appena sui 2,6. Da conteggiare anche circa 3 milioni di parcelle legali per problematiche tuttora irrisolte riguardanti i tributi locali. Preoccupante anche il punto del piano dove si legge: ‘la necessità della società di adottare ogni possibile intervento riequilibratore di natura endogena, costituisce elemento necessario per scongiurare una crisi aziendale che medio-tempore, può, persino, compromettere gli attuali livelli occupazionali’.

“A coronamento di questa situazione complessa in cui a farne le spese saranno sempre e soltanto gli incolpevoli cittadini – conclude la pentastellata – l’amministrazione Orlando si è incaponita nel volere realizzare nuove linee del tram, mentre la società partecipata affonda e i palermitani si ritrovano con servizi pessimi ma costosi”.

Una situazione di cui avevamo ampiamente parlato (cliccate qui per leggere l’articolo) dove si denunciava un ritardo nel pagamento degli stipendi a conferma della situazione finanziaria in perdita che attraversa da tempo l’azienda.

Ritorna lo spettro di un possibile “default” per l’Amat, l’azienda partecipata del Comune che già da tempo naviga in brutte acque, finanziariamente s’intende. Proprio quasi un anno fa ne avevano parlato (clicca qui per leggere) perchè il presidente dell’epoca, Antonio Gristina, aveva inviato una lettera ai dipendenti Amat per dire che soldi per gli stipendi non ce ne erano. Questa volta, però, la gatta da pelare tocca al nuovo presidente Michele Cimino. A denunciare il fatto è la consigliera comunale a Sala delle Lapidi dell’Udc, Sabrina Figuccia che attacca il sindaco di Palermo Orlando.

“Un primo maggio amaro per i dipendenti dell’Amat – afferma la Figuccia – che invece di onorare la Festa dei Lavoratori hanno dovuto stringere la cinghia, rimanendo con i conti in rosso, non si sa ancora fino a quando. La mancata erogazione degli stipendi, mai accaduta con il nuovo management, torna tristemente alla ribalta e se a questo si aggiunge il nuovo piano triennale, le preoccupazioni crescono. In questi giorni è infatti stato ufficialmente trasmesso il piano di risanamento 2019/21″.

“Un piano – continua l’esponente dell’Udc – molto dettagliato che riporta al suo interno dati allarmanti che potrebbero addirittura minare la continuità aziendale mettendo a rischio i livelli occupazionali, come messo nero su bianco sul piano in questione. L’azienda lo dichiara espressamente, occorrono nuovi capitali, altrimenti a farne le spese saranno come sempre i lavoratori, con quelli che vengono definiti dalla stessa azienda ‘provvedimenti difficili e impopolari’. Si andrebbe dalla riduzione del costo del lavoro, alla seria difficoltà di ‘mantenimento dell’attuale organico aziendale’.

“In parole semplici – conclude la consigliera comunale – si passerebbe dal taglio dei salari ai licenziamenti se il Comune di Palermo non aprirà le casse che, al momento, sono decisamente asfittiche, forse a cause dei troppi sprechi e delle eccessive scelte sbagliate compiute finora dall’eterno sindaco Orlando”.

Adesso la passa più che a Orlando passa a Cimino che dovrà convincere il sindaco ad aprire i cordoni della borsa per evitare che la situazione possa degenerare in una Palermo dove la “lista” di problemi è infinita. Primo tra tutti quello della Rap che, in materia di differenziata come abbiamo più volte scritto (clicca qui per leggere), non brilla per efficienza. I dati parlano chiaro. Non resta, dunque, che aspettare sperando che i tempi non siamo biblici e che ai lavoratori dell’Amat possano essere erogati al più presto gli stipendi.

La replica del presidente dell’Amat Michele Cimino:

Il presidente dell’Amat Michele Cimino

“Soltanto un piccolo ritardo nei trasferimenti delle risorse finanziarie nelle casse dell’Amat, in concomitanza del lungo ponte pasquale, ha fatto slittare il pagamento degli stipendi a domani, 3 maggio. Nessuna volontà di ‘non onorare la Festa dei lavoratori’, come erroneamente scrive in una nota  la consigliera Figuccia, perché l’azienda e l’amministratore unico tengono ai lavoratori. Noi andiamo avanti grazie all’impegno quotidiano e serio di tutti i dipendenti dell’Amat, che potranno solo aumentare e non diminuire. Il Piano di risanamento serve a rilanciare e riorganizzare l’azienda, ed è un elemento necessario per scongiurare una crisi”.

Un’altra grana all’indirizzo dell’assessore Giusto Catania ma questa volta in tema di ambiente. A porre la questione il deputato nazionale Adriano Varrica, quello regionale Giampiero Trizzino e il consigliere comunale di Palermo, Antonino Randazzo tutti esponenti del M5S che, in una lettera, hanno chiesto all’assessore della giunta Orlando di “relazionare sulle risorse che il Comune avrebbe dovuto trasferire all’ex partecipata e ormai fallita Amia a titolo di gestione post mortem delle vasche di Bellolampo, come previsto dalla normativa vigente”.

“Dove sono finiti – si legge nella lettera – i circa 70 milioni di euro che il Comune di Palermo avrebbe dovuto accantonare ai sensi della normativa vigente per la gestione post mortem delle vasche di Bellolampo? È una cifra enorme che la curatela fallimentare dell’Amia sostiene non essere mai stata trasferita alla partecipata. Il Comune la smetta di fare orecchie da mercante e di temporeggiare. Risolva piuttosto i problemi che ha creato nel settore rifiuti”.

E, infine, nel documento i pentastellati chiedono che il “Comune individui soluzioni concrete per risolvere la vicenda entro i termini della prossima conferenza dei servizi, al fine di tutelare la salute e l’ambiente dei cittadini palermitani”.

E sulla Rap anche l’allora capogruppo pentastellato in consiglio comunale Ugo Forello aveva attaccato il primo cittadino parlando addirittura di fallimento dell’azienda (clicca qui per leggere l’articolo). Così come la consigliera comunale del M5S, Concetta Amella, (oggi capogruppo) che aveva lanciato l’allarme, spingendosi addirittura a chiedere le dimissioni del Sindaco. Una situazione che certamente non è nuova negli ambienti di Palazzo delle Aquile e che già nel 2015 lo stesso presidente di quel tempo della Rap, Sergio Marino, aveva “denunciato” scaricando le responsabilità sugli operatori dell’ex Amia (clicca per leggere qui l’articolo). Insomma uno scaricabarile che speriamo oggi non debba ripetersi ma soprattutto una domanda, quella sui 70 milioni “spariti”, a cui siamo certi l’assessore Catania saprà rispondere.