Continua “l’agonia” del consiglio comunale di Palermo che si è consumata, questa mattina, con la minoranza, che ha deciso di abbandonare l’aula per protesta. Il contendere è stato il Prg (piano regolatore della città) che doveva essere discusso da Sala delle Lapidi e per il quale era prevista la presenza dell’assessore Emilio Arcuri che, invece, ha dato “buca” sollevando l’ira dell’opposizione.

E’ stato lo stesso presidente del consiglio comunale, Totò Orlando ad annunciare che Arcuri non sarebbe potuto essere presente, ponendo una domanda al dirigente comunale presente in aula. Immediato l’intervento del consigliere Mimmo Russo (gruppo misto) che ha chiesto una pregiudiziale sull’atto reputando che l’Aula “senza la presenza dell’assessore non può affrontare la discussione della delibera”. Ed è andato giù duro anche Fabrizio Ferrandelli (capo dell’opposizione), che ha parlato di come “sia inaccettabile ancora una volta essere presenti in aula e riscontrare l’assenza dell’amministrazione attiva. Noi siamo stati la scorsa settimana, responsabilmente presenti, consentendo la discussione e l’approvazione dei debiti fuori bilancio, malgrado l’assenza dei colleghi della maggioranza. Io chiedo un gesto conseguenziale e cioè quello di abbandonare l’aula. Ritorneremo soltanto quando sarà presente l’assessore”.

E, infine, il capogruppo di Sinistra Comune, Giusto Catania, che in qualche modo ha dato ragione alla minoranza, con i dovuti distinguo: “Mi associo al fatto che non sia giusto, non sia corretto e neanche dignitoso, per i lavori d’aula, che l’assessore Arcuri non si sia presentato. E questo è un fatto politico. Io penso, malgrado la ragione che possa aver motivato la sua assenza che, comunque, ciò non sia utile per il prosieguo dei lavori. E dal punto di vista politico lo reputo un errore. E chiedo che tutto il consiglio comunale, nella sua interezza, tramite il presidente del consiglio comunale, ponga le nostre rimostranze all’assessore. Ma credo, anche, che non sia utile disperdere questa giornata di lavoro del consiglio comunale.

Quindi una situazione che vede l’impasse di un consiglio comunale che, nella sostanza, vive una fortissima “crisi” dei meccanismi che regolano i rapporti tra due organi: quello di controllo e quello dell’amministrazione attiva. Sarà soltanto un fatto politico, strettamente connesso ad una delibera così complessa come quella del Prg? Oppure si tratta di un vero e proprio terremoto degli equilibri delle forze d’aula che, a breve, potrebbe mettere in seria difficoltà l’amministrazione Orlando? Oggi, intanto, anche la maggioranza non è riuscita a tenere banco e il presidente Orlando è stato costretto alla conta del numero legale, con l’esito scontato della chiusura dei lavori.

 

 

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