“Vado via da #ForzaItalia”. E’ una Elisabetta Gardini decisamente barricadera quella che leggiamo sul suo profilo Fb con un post di fuoco contro chi “impedisce a Forza Italia di correggere quegli errori che l’hanno portata distante dalla sua base e dai suoi elettori. Chi oggi decide le sorti del partito semplicemente vuole che le cose continuino così. E la volontà di pochi impone questa agonia senza fine ai più”.

Senza giri di parole annuncia l’addio a Forza Italia, partito di cui è capogruppo al Parlamento Europeo. Molto probabilmente la decisione maturata per l’esclusione dalle liste che si stanno definendo.

“Una decisione dolorosa – si legge ancora nel post – che ho preso dopo una lunga riflessione e dopo aver constatato che le scelte politiche del partito non sono più quelle che mi avevano spinto ad aderire, a diventare parlamentare europeo e ad accettare di esserne il capo delegazione a Strasburgo.

Ringrazio il Presidente Silvio Berlusconi per l’affetto e la stima che mi ha sempre dimostrato e che sinceramente ricambio. Ma l’azione politica non poggia sulla mozione degli affetti. Un’agonia che lui non merita davvero per quello che rappresenta per la storia politica di questo Paese”.

E parla dell’impossibilità di “portare un contributo perchè non esiste alcun luogo di confronto. Buttiamo a mare il lavoro di#militanti#giovani#amministratori locali, #sindaci…. di tutte le persone che potrebbero riallacciare i legami con i nostri territori. Tutto questo ha portato Forza Italia lontano dalla sua missione. Non c’è più coerenza tra la ragione sociale per cui è nata e quello che è diventata”.

Nel mio lavoro di capo gruppo al #ParlamentoEuropeo ho cercato di tenere la barra dritta, battendomi per una partecipazione convinta e leale, ma cercando sempre una adesione critica e lucida, mai connivente con persone e forze che all’interno dell’Unione tentassero di subornare e mortificare la forza e il ruolo del nostro Paese, che dell’Unione è un fondatore”.

“Quella linea di azione non c’è più – conclude così il post – sostituita da una accettazione acritica e supina di decisioni prese da altri, in altre capitali europee, spesso senza consultare, e addirittura contro, l’Italia. Non ci sto, e con dispiacere ma con altrettanta convinzione vado via”.

Un vero e proprio “terremoto” che certamente non farà piacere a Berlusconi. E chissà che non si tratti di un’azione scientificamente studiata magari per approdare verso altri “lidi”. La cosa certa è che questa tegola, caduta proprio a ridosso della definizione delle liste per le europee, qualche domanda legittima la pone. E noi non possiamo che attendere le reazioni dei vari big berlusconiani, se mai ce ne saranno, e da queste capiremo se trattasi di “scherzi a parte” o di una reale epurazione.

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